II^ CASA DI RECLUSIONE MILANO BOLLATE – Revoca della sospensione delle trattenute stipendiali e ripristino del pagamento per la fruizione delle stanze

Egregio Sig. Direttore,
stante la pervicace volontà dell’ Amministrazione Penitenziaria di ripristinare il pagamento di una quota forfettaria per la fruizione delle stanze inserite nel blocco Caserma Agenti nonostante il novellato comma 4 dell’ art. 18 della legge 395 del 1990 ne preveda espressamente la fruizione a titolo gratuito da parte degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria ed in attesa che il competente T.A.R. del Lazio, a seguito del ricorso giurisdizionale promosso dalla scrivente O.S., si esprima sulla questione de quo, con la presente nota si chiede alla S.V. di procedere all’immediata rideterminazione della quota forfettaria posta a carico degli occupanti delle camere singole e triple della Caserma Agenti, applicando correttamente quanto stabilito dal P.D.G. n. 1569 datato 11 marzo 2014. A tal proposito corre l’obbligo di evidenziare che l’ordine di servizio n. 1006 emanato dalla Direzione di Milano Bollate in data 08/02/2019, con il quale si è di fatto ripristinato il pagamento delle quote forfettarie relative alla fruizione degli alloggi collettivi di servizio, ha sancito il pagamento di 65,54 euro per le stanze triple ad uso esclusivo, prevedendo al contempo il dimezzamento di tale quota in caso di stanza occupata da due persone (32,77 euro a persona) e la riduzione ad un terzo della predetta quota nel caso in cui la stanza fosse occupata da tre persone (21,84 euro a persona), mentre per le stanze singole, occupate da una sola persona, si richiede la corresponsione di una quota forfettaria di ben 42,54 euro.
Considerato che il Superiore Ufficio Dipartimentale con P.D.G. n. 1569 datato 11 marzo 2014, avente ad oggetto i criteri di determinazione degli oneri occupazionali ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. 314 del 2006, con riferimento alla determinazione dell’ammontare delle quote forfettarie da addebitare per il pagamento relativo ai consumi di acqua, di energia elettrica, gas e smaltimento dei rifiuti, ha sancito, come peraltro logica e buon senso impongono, che tali consumi sono sostanzialmente indipendenti dalla superficie lorda dell’alloggio, essendo invece proporzionali al numero di persone che occupano l’alloggio stesso, appare oltremodo infondata la pretesa della Direzione di richiedere al singolo occupante di una stanza tripla, nell’ipotesi che ne fosse l’unico occupante, la somma spropositata di 65,54 euro e parimenti infondata appare la richiesta al singolo occupante di una camera ad uso singolo dell’altrettanto spropositata somma di 42,54 euro (per la fruizione delle sole utenze!).
Alla luce di quanto esposto in narrativa ed a tutela dei diritti di tutto il personale di Polizia Penitenziaria, la scrivente O.S., in attesa che il T.A.R. Lazio si esprima sull’istanza cautelare di sospensiva e successiva revoca della Circolare Dipartimentale in oggetto meglio specificata e degli atti conseguenti, considerato che la Direzione nel sopraccitato Ordine di Servizio ha stabilito che per le stanze triple sia prevista la corresponsione di una quota forfettaria pari a 65,54 euro da dividere per il numero degli occupanti (21,84 euro ad occupante), pretendendo comunque la corresponsione dell’intera quota (65,54 euro) anche nell’ipotesi in cui la stanza fosse temporaneamente occupata da una sola persona, in ottemperanza ai criteri per la determinazione delle quote forfettarie stabiliti dal P.D.G. n. 1569 datato 11 marzo 2014 che a tal proposito impone di fare esclusivo riferimento al numero degli occupanti degli alloggi, si chiede alla S.V. di procedere all’immediata rideterminazione della quota forfettaria da porre a carico degli occupanti delle stanze triple, sancendo che, a prescindere dal numero degli occupanti, ciascuno di essi debba corrispondere quale quota forfettaria la somma di euro 21,84, parimenti ed in ottemperanza al sopraccitato P.D.G. n. 1569 del 11/03/2014, si chiede alla S.V. di procedere all’immediata rideterminazione della quota forfettaria da porre a carico dei singoli occupanti le camere ad uso singolo, prevedendo la corresponsione della medesima somma posta a carico di ogni singolo occupante di una stanza tripla, ovvero la somma di euro 21,84 in luogo della pretesa somma di 42,54 euro, richiesta che appare del tutto infondata, alla luce del richiamato criterio che impone che la determinazione delle quote forfettarie da corrispondere per ciascun alloggio debba essere proporzionale al numero di persone che occupano l’alloggio stesso.
Si precisa fin d’ora che ogni richiesta di pagamento superiore alle precitate somme verrà considerata indebita ed illegittima e pertanto sarà oggetto di separato ed ulteriore contenzioso.