II Casa di Reclusione Milano Bollate – Violazione P.I.L., disfunzioni organizzative

Egr. Direttore,
la scrivente O.S. crede nella correttezza, nella trasparenza, nella responsabilità e, principalmente, nell’osservanza degli accordi stipulati tra l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali. Fatta questa breve premessa e facendo seguito alle diverse note di questa O.S. con cui si rappresentavano violazioni relativamente alla questione della programmazione mensile del servizio pomeridiano (turno 13.00/19.00) attinente all’ufficio in oggetto meglio specificato, il quale, con il solito benestare della Direzione, ancora una volta non ha provveduto a predisporre alcuna unità di polizia penitenziaria per la copertura di tale turno pomeridiano.

Una gestione arbitraria mirata a tutelare gli interessi di parte, ignorando la collettività e gli interessi comuni, creando
malumori di difficile risoluzione.

Prendiamo atto pertanto di una condotta anomala di un Dirigente dello Stato che verosimilmente pensa di potersi arrogare il potere esclusivo di andare in deroga all’accordo locale qui contestato.

A tale proposito, giova ricordare alla S.V. che la chiusura dell’ufficio in questione, la cui apertura dovrebbe essere garantita fino alla chiusura dell’ufficio matricola, determina, quale inevitabile conseguenza, l’impossibilità, nell’ipotesi di scarcerazioni disposte dall’A.G. in quella fascia oraria, di procedere alla chiusura dei conti intestati ai destinatari dei relativi provvedimenti, consegnando agli stessi la somma di denaro di loro proprietà.

Tale disfunzione è avvenuta in data 19 ottobre u.s., costringendo addirittura una ragioniera a risolvere tale incombenza, non prima però, di aver inevitabilmente generato tensioni tra il personale che procede alle scarcerazioni e i detenuti liberanti, i quali hanno il legittimo timore di vedersi ingiustamente negato un loro diritto, cosa questa assai grave per un istituto a forte vocazione trattamentale, qual è la II^ Casa di Reclusione di Milano Bollate, che dovrebbe dare priorità assoluta al pieno rispetto dei diritti delle persone detenute anche e soprattutto all’atto della loro scarcerazione.

Il Si.N.A.P.Pe chiede alla S.V. di intervenire immediatamente affinché, per le ragioni su esposte, sia garantita tassativamente e quotidianamente l’apertura dell’ufficio in questione fino alla chiusura dell’ufficio matricola.

Ebbene a questo punto ricordare alla S.V. che gli obblighi derivanti dalla sottoscrizione di un accordo e la sistematica e reiterata violazione degli accordi sottoscritti lede sostanzialmente le potenzialità dell’azione sindacale, anche per le divisioni che produce tra il personale, così come lo stravolgimento delle intese intercorse determina una sfiducia nei confronti del sindacato esautorandone la natura e determinandone il disconoscimento del ruolo e della funzione che, evidentemente, non può essere subita passivamente.

Alla luce di quanto espresso in narrativa, nella infausta ipotesi che quanto doverosamente chiesto dalla scrivente O.S. non dovesse trovare positivo riscontro, trascorso il termine perentorio di dieci giorni dalla ricezione della presente, il Si.N.A.P.Pe si riterrà libero di sottoporre la questione per quanto riguarda la fascia oraria di chiusura alla valutazione del Commissione Arbitrale Regionale per esigere il rispetto della norma pattizia testé richiamata.

Nell’attesa di un cortese ed indifferibile riscontro, l’occasione è gradita per porgere distinti saluti.