II.PP. Parma – Cronaca di un’aggressione annunciata

in indirizzo,
ce lo aspettavamo, perché c’erano tutti i segnali e purtroppo è accaduto, perché l’Amministrazione non ha fatto nulla per evitarlo.
A pagarne le spese un neo-agente del 180° corso, che a pochi giorni dal suo arrivo in sede, ha dovuto mettere in curriculum una tra le più vili e gravi aggressioni mai registrate: olio bollente sul volto!
Un gesto spaventoso per il giovanissimo poliziotto, costretto ad un ricovero d’urgenza presso il Reparto grandi ustionati dell’Ospedale cittadino, con ferite tuttora al vaglio dei sanitari; un gesto di routine per il detenuto del circuito AS3, già ristretto presso il reparto isolamento, proprio perché non nuovo a questi comportamenti violenti.
E proprio questa brutale recidività era stata più volte attenzionata a codesta Amministrazione, affinché venisse correttamente applicato il protocollo relativo al trasferimento in seguito a gravi comportamenti.
Protocollo che, evidentemente, non è stato attuato.

Protocollo che, comunque sia, anche quando attuato non fa altro che spostare, e non
risolvere, il problema!
È lampante come la situazione stia sfuggendo di mano; la Polizia penitenziaria che opera
all’interno degli Istituti è ormai abbandonata a sé stessa, alla stregua di detenuti che ormai si
sentono padroni del carcere, tutelati in tutto e per tutto.
Non molto tempo fa scrivevamo della “protesta” del personale sanitario che in massa, in
seguito ad una serie di eventi simili, aveva abbandonato il servizio presso i penitenziari italiani;
in quell’occasione sottolineavamo (e confermiamo) come tale “retromarcia” non potesse essere
effettuata invece dalla Polizia penitenziaria che, seppur in numero ridotto ed in pericolo
costante, affronta il compito demandato a mani nude e spalle scoperte.
Purtroppo da allora, benché trascorsi diversi mesi, la situazione non è cambiata
minimamente.
I nostri poliziotti continuano ad affrontare il servizio senza tutela alcuna.
Chiediamo allora, Sig. Capo del Dipartimento, una visita presso l’istituto emiliano, per
verificare di persona le problematiche lamentate e garantire al Personale, l’intervento concreto
dell’Amministrazione penitenziaria.
Distinti saluti.

 

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