II.PP. Parma – D.S. fruizione dei permessi di cui alla legge 104/92

Egregio Direttore, siamo venuti a conoscenza dell’emanazione di un D. di S. da parte della S.V. inerente la fruizione dei permessi di cui alla legge 104/92. Questa O.S., considerate le recenti polemiche inerenti la concessione di tali permessi, valuta favorevolmente l’emanazione di tale disposizione di servizio, laddove la parte dispositiva, preveda come la necessità di presentare il programma di assistenza per il mese successivo, entro la fine del mese in corso, come discendente da norme e circolari opportunamente richiamate in tale disposizione di servizio. Invero, abbiamo trovato inopportuno l’utilizzo di espressioni perentorie (onere, obbligatorietà, imperativa), laddove le stesse fonti richiamate da tale circolare prevedano, testualmente, che: “salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei permessi, l’interessato dovrà comunicare al dirigente competente le assenze dal servizio con congruo anticipo, se possibile, con riferimento all’intero arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa”. Anche dagli allegati interpelli, 31/2010 e 1/2012, è possibile dare il giusto peso alle vigenti prescrizioni normative in materia, che continuano a mirare alla prioritaria salvaguardia dei diritti del disabile assistito, pur ponendo in capo a chi ha l’onere di prestare detta assistenza, il dovere, condizionato alla sua effettiva plausibilità ed attuabilità (se possibile), di presentare una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile. Appare, dunque, chiaro come la cadenza mensile della programmazione dei permessi non possa essere considerata come un totem, a cui non possa essere mai possibile derogare, ma che la stessa, data l’estrema imprevedibilità delle esigenze di assistenza del familiare disabile, debba essere considerata come valore massimo a cui tendere, ferma restando la possibilità di riferirsi, quando non sia possibile richiedere la programmazione mensile, ad una cadenza ridotta (ad es. settimanale). In ogni caso, riteniamo, non possa essere mai possibile pretendere la presentazione tassativa di tale programmazione prima della fine del mese che precede quello della fruizione.