Il “caso” Santa Maria Capua Vetere – Le parole dell’ex detenuto sulla sedia a rotelle Vincenzo Cacace.

Ill.ma Ministra, Il clamore sociale prodotto dalle indagini in corso per i fatti di Santa Maria Capua Vetere sta recando con sé la diffusione incontrollata di notizie destabilizzanti per l’intera Istituzione.
Se da una parte assistiamo a proclami di immutata stima e fiducia nell’opera delle migliaia di donne ed uomini che quotidianamente servono lo Stato in condizioni di lavoro, quelle sì disumane, dall’altro non apprezziamo alcuna attività volta al contenimento di notizie che, con tutta evidenza, risultano soverchianti rispetto alle responsabilità che potrebbero emergere dalla visione dei filmati diffusi dalla stampa. La stampa sta più volte riportando le dichiarazioni dell’ex “detenuto sulla sedia a rotelle” che afferma “hanno ammazzato un ragazzo, hanno abusato di un detenuto con un manganello”.
Aggiunge Cacace, “secondo me erano drogati, tutti con i manganelli, anche la direttrice”.
Premesso che dalle immagini non paiono apparire condizioni di alterazione fisica, né il reparto impiegato pare esser dotato tutto di manganelli ma solo alcuni degli intervenuti, attribuire al Corpo reati quali omicidio e violenza sessuale appare come una ricostruzione tesa unicamente al clamore e non a far luce sulla vicenda.
In tutto questo, al di là del doveroso rispetto nei confronti dell’attività inquirente e lungi dal doversi sovrapporsi alla Magistratura, i Vertici Politici e Amministrativi non possono consentire che si consumi, in silenzio, il martirio della Polizia Penitenziaria.
La notizia è stata riportata da ultimo dal notiziario rainews24 che ha visto anche la partecipazione del Sottosegretario Sisto. Nel suo lucido e prospettico intervento, al netto delle anticipazioni di quelle che saranno le iniziative da porre in campo, nessuna parola è stata spesa per prendere le distanze da accuse che – allo stato degli atti – non trovano conferma nelle risultanze delle indagini.
Le responsabilità, siamo certi, saranno accertate ove esistenti, ma la massificazione scava solchi pericolosi, che non solo gettano discredito sul Corpo, ma minano nel profondo la tenuta del sistema.