IPM Catania – Diritto Buoni Pasto in sostituzione della M.O.S.

sinappe sindacato autonomo polizia penitenziaria

Gentile Direttore
la scrivente organizzazione sindacale ha appreso che presso l’I.P.M. di Catania “Bicocca” dalla S.V. diretto, vige in modo assolutamente anomalo sulla gestione della fruizione del Buono Pasto in sostituzione della M.O.S. (Legge 18 maggio 1989, n. 203) per l’assenza della mensa di servizio.

Premesso che:

  • alla fruizione giornaliera del servizio di mensa obbligatoria, in relazione agli artt. 12 della L. 395/1990 e 1 L. 203/1989; del diritto alla corresponsione – nei confronti del Ministero della Giustizia – dell’ indennità giornaliera Buono Pasto, quale controvalore della mancata fruizione del servizio mensa obbligatoria, per la mancata attuazione del combinato disposto della normativa de quo, imputabile alla illegittima inerzia della PA.
  • i criteri della elargizione del buono pasto al personale di Polizia Penitenziaria, sulla base della vigente normativa, sono quelli “dell’assenza di una mensa di servizio o di mensa sostitutiva”;
  • spetta al personale impiegato in servizi di istituto, specificamente tenuto a permanere sul luogo di servizio o che non può allontanarsene per il tempo necessario per la consumazione del pasto presso il proprio domicilio.

Atteso che:

  • Se il posto di servizio ricoperto richiede la sostituzione per la consumazione del pasto, allora il tempo occorrente alla fruizione è da considerarsi orario di lavoro effettuato.

Per quanto sopra, si osserva che la ratio del riconoscimento del diritto a fruire della mensa (o del buono pasto sostitutivo) fa riferimento all’impossibilità di interrompere il servizio al fine di recarsi presso il proprio domicilio per consumare il pasto, di cui all’art. 1, lettera b), della L. n. 18.5.1989, n. 203, applicabile agli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, in forza dell’estensione sancita dal successivo articolo 3, è volto a  garantire il servizio della mensa, a carico dell’Amministrazione;
Per quanto sopra, pertanto, si chiede alla S.V. di far sapere alla scrivente organizzazione sindacale, quale è la ratio dell’obbligo della timbratura per il personale che effettua la pausa per la consumazione del pasto se, detto personale avente diritto, non può allontanarsi dall’Istituto.

Si chiede, inoltre, alla S.V. di far conoscere le disposizioni in atto vigenti sul riconoscimento del Buono Pasto e attraverso quale sistema viene garantito il riconoscimento alla fruizione, considerando il tempo orario per la consumazione del pasto, come lavoro effettuato.

Si rimane in attesa di cortese urgente riscontro, con la  contestuale disposizioni di revoca di eventuale provvedimento in contrasto con la vigente normativa, al fine di evitare inutili contenziosi.