LA MINISTRA INCONTRA LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA – Si.N.A.P.Pe: UN’OCCASIONE MANCATA!

È amaro il commento del Si.N.A.P.Pe a margine dell’incontro tenutosi nel pomeriggio di ieri, fra la Ministra della Giustizia e l’intero scenario sindacale dell’Amministrazione Penitenziaria.
Un incontro che ha messo insieme troppe anime eterogenee negli interessi e nelle visioni, si da vanificare il senso programmatico che ci si attendeva e trasformare in uno “sfogatoio” quello che invece avrebbe dovuto essere un “pensatoio”.
Un’occasione di confronto sprecata, l’ennesima!
Se oggi, a mente fredda e a qualche ora di distanza dell’incontro, dovessimo riassumere cosa Politica e Amministrazione intendano fare per il mondo carcere, al di là dei proclami e di qualche frase di circostanza, sinceramente non ci è chiaro!
E questo non può che aumentare l’amarezza perché pare non giungere mai l’ora del fare.
Al netto delle vicende di Santa Maria Capua Vetere, della modalità aggressiva con cui il caso è stato trattato dalla stampa, del massacro di un’intera categoria professionale, di una condanna giunta prima ancora che si celebri il processo, nessuna delle parole pronunciate ieri ci ha consegnato la speranza del cambiamento.
Lo avevamo già detto al Sottosegretario con delega, lo abbiamo ribadito ieri alla Signora Ministra: il mondo carcere ha bisogno di essere ripensato!
Servono indirizzi univoci e chiari: la politica deve far comprendere cosa si aspetta dal carcere, sì che chi al suo interno vi lavora possa muoversi lungo precise coordinate operative.
Lo Stato, nostro datore di lavoro, deve avere bene a mente qual è il risultato che il lavoratore deve perseguire. Ma fino a quando il carcere continuerà ad essere quel contenitore multiforme del disagio sociale e psichiatrico, la Polizia penitenziaria dovrà cucirsi addosso mille vesti improvvisate, con il rischio di sbagliare. Dall’incontro di ieri attendavamo risposte: risposte sulle rivolte della primavera 2020, risposte sulle aggressioni, risposte sull’operatività del ruolo.
Nulla di tutto questo!
Usciamo da quell’incontro con la medesima sensazione di abbandono con la quale siamo entrati.
Ai nostri animi non servono carezze, o almeno non solo quelle!
Alla Polizia penitenziaria serve quella concretezza fatta di investimenti, riforme, rideterminazione degli organici e molto altro …
Perché le chiacchiere se le porta via il vento!