Ministro – Festività natalizie e socialità allargata negli istituti penitenziaria – Richiesta linee guida

Onorevole Ministro,
non v’è dubbio che le festività, in quest’anno funesto, debbano essere improntate alla sobrietà; un richiamo, questo, che pare emergere anche dalle raccomandazioni oltre che dalle prescrizioni che il Governo ha inteso emanare con l’ultimo DPCM, con particolare riferimento all’arco temporale che va dal 21 dicembre al 6 gennaio p.v.

E’ noto che nelle prescrizioni governative, se è consentita l’apertura dei ristoranti (in alcune zone a basso rischio) per la somministrazione del pranzo, è altrettanto vero che si limita a 4 il numero dei commensali che non siano conviventi.

Nello stesso verso vanno le raccomandazioni di non organizzare in casa convivi con amici, allo scopo di contenere la diffusione del virus.
Per altro proprio i momenti conviviali si inseriscono nell’elenco dei fattori di maggior rischio per l’assenza di mascherine (che diventa impossibile indossare durante la consumazione dei pasti), per la difficoltà nel mantenimento delle distanze e non ultimo per la durata del contatto che va ben oltre i pochi minuti.

E allora, se la popolazione intera viene spronata alla prudenza, invitata al buon senso e a sacrificare quell’italianità fatta di aggregazione e condivisione, nulla si dice e si dispone per quella fetta di popolazione che vive al di là di un muro di cinta.

Ben conosciamo le “concessioni” che le singole autorità dirigenti sono orientate a fare nei periodi delle festività, per rendere meno opprimente la privazione della libertà personale che maggiormente pesa in periodi “particolari”; socialità allargate, pranzi o cene collettivi.

Ben conosciamo gli equilibri che consentono di tenere in piedi l’intero sistema, che cammina troppo spesso su quel filo di proteste minacciate e disordini annunciati.

Diventa allora difficile veicolare messaggi di prudenza se questi non promanano dall’alto e non sono rivolti alla generalità della popolazione detenuta.

È per questi motivi che chiediamo un’indicazione certa, delle linee guida uniformi che avvicinino il mondo intra ed extra meonia sotto il comune denominatore del buon senso, della cautela e della sobrietà, in attesa che tutto si trasformi in un lontano brutto ricordo.

Certi della rilevanza che vorrà accordarsi alla presente sollecitazione, si resta in attesa di conoscere le linee guida che vorranno fornirsi.
Distinti saluti.