Mobilità ordinaria connessa all’assegnazione dei neo agenti di Polizia Penitenziaria del 177° Corso – OSSERVAZIONI

Ill.mo Direttore Generale,
come abbiamo già avuto modo di sottolineare con nota n. 2139 del 27 marzo scorso in maniera quasi profetica, molteplici sono i malumori che si sono generati nel personale dopo la diffusione della proiezione del piano di mobilità connessa alla anticipata assegnazione degli allievi del 177° Corso.
Come era prevedibile, visto il numero del contingente che si immetterà in servizio, la connessa mobilità sarà una mobilità importante in termini quantitativi, salvo poi dover prendere atto che la stessa risulta oltremodo soffocata e contenuta a causa dell’esaurimento di posizioni nella graduatoria vigente.
Bizzarria della sorte, come avevamo già indicato nella precitata corrispondenza, a risultare vacanti sono proprio le graduatorie per molte delle sedi del Centro Sud che, come di consueto, sono quelle più ambite.
La stortura che si viene a determinare è quella di saturare le predette sedi (c.d. di approdo) così impedendo al personale più anziano anche di giungervi nelle mobilità degli anni a venire.
È vero che l’emergenza sanitaria ha recato con sé l’anticipazione dell’assegnazione del contingente in argomento, ma è altrettanto vero che tale assegnazione avviene evidentemente oltre il termine del 31 marzo, data che stando alle indicazioni del PCD 2012 sarebbe dovuta essere quella limite per la pubblicazione della graduatoria provvisoria relativa all’interpello 2019.
È sotto gli occhi di tutti come tale procedura non sia stata ultimata e allo stato attuale non esista la graduatoria provvisoria. E non è un dettaglio di poco conto se si considera che essa avrebbe potuto costituire la fotografia dei desiderata del personale anziano e quindi il termometro del malumore che l’attuale piano di assegnazione rischia di generare.
Se è vero che il medesimo PCD prevede che le assegnazioni si facciano sulla graduatoria vigente e che la graduatoria vige fine alla pubblicazione di quella successiva, e se è vero ancora che il termine per la pubblicazione della nuova graduatoria è fissata ad un anno dalla scadenza del bando, è altrettanto vero che tale termine costituisce il termine ultimo entro cui adempiere. Ne discende che un’amministrazione sensibile avrebbe dovuto attivare ogni meccanismo – anche valorizzando in questo periodo di difficoltà lo “smart working” – per giungere alla più rapida definizione della graduatoria.
Giova ribadire che per la pubblicazione della provvisoria il termine ultimo indicato dal PCD è già perito.
È naturale a questo punto obiettare che se il PCD scrive le regole del gioco, esso non può trovare applicazione parziale solo per le parti che fungono da sostegno normativo all’agire dell’amministrazione (ultravigenza della graduatoria), ma dovrà trovare applicazione anche in relazione al rispetto dei termini che – si ribadisce – hanno carattere di “limite” entro cui l’amministrazione ha l’onere di agire, il cui rispetto è necessario per dare certezza al procedimento amministrativo. Il fatto che ci sia un termine ultimo non impedisce che si possa agire con anticipo rispetto al suo compiersi.
Detto ciò e preso atto del fortissimo malumore che si registra giustamente fra il personale, entriamo nel merito dei “numeri” degli incrementi, che ancora una volta ripropongono una chiave di lettura a nostro avviso non pienamente ortodossa con l’ingannevole assimilazione del “Ruolo Unico”, quello fra il Ruolo Agenti e il Ruolo Sovrintendenti nonostante la diversità di funzioni, ritenendo superabile lo scoglio riordinamentale per una semplicità di lettura.
Nel merito dell’informazione preventiva Le vorremmo sottoporre una diversa chiave di lettura dei dati.
Sono 9 le sedi penitenziarie prive di graduatoria (Ruolo Agenti ed Assistenti uomini) relative all’anno 2018: Catanzaro “Siano”, Crotone, Palmi, Reggio Calabria “Arghillà”, Vibo Valentia, Cagliari “Uta”, Mamone,
Oristano e Sassari.
Su queste sedi il Suo Ufficio ha intenzione di riversare 80 unità del 177° Corso, in analogia per alcuni istituti con quanto accaduto con la recente assegnazione del 176° Corso, determinando di fatto un incremento di sole 54 unità.
Ancora più emblematico, finanche meno comprensibile, è il piano di ripartizione delle unità femminili frequentanti il 177° Corso.
Le sedi penitenzierie prive di graduatoria “femminile” relative all’anno 2018 sono 30.
Si assegnerebbero 95 neo Agenti per determinare un incremento di 82 unità.
Singolare è il caso della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli dove si assegnerebbero 14 unità, movimentandone 11, senza tenere a mente che applicando l’istituto della “deroga” al PCD de quo – come accaduto nel recentissimo passato – potrebbe ambire alla sede puteolana anche il personale femminile di recente assunzione anche solo con un anno di servizio!
Ancora più confusa pare essere la situazione sul “Nuovo Complesso” di Lecce dove anche in questa circostanza si assegnerebbero delle neo Agenti (3 unità mentre con il 176° Corso il numero fu decisamente più significativo) anziché consentire la partecipazione – in via straordinaria – anche al personale del 174° Corso e tutti coloro che “abbiano maturato almeno un anno di permanenza nella sede di assegnazione”!
Che dire, poi, della prassi oramai consolidata di assegnare unità femminili ai Reparti di Bari, Foggia Agrigento, Reggio Calabria “Arghillà”, Trapani: i cinque Comandi necessitano di una decisa integrazione di organico maschile per meglio fronteggiare le casistiche proprie delle singole organizzazioni di lavoro.
Diversamente, è giunto il momento di disciplinare in maniera diversa e compiuta l’impiego del personale di Polizia penitenziaria femminile (del Ruolo in esame) in contesti precipuamente maschili essendo le “cariche fisse/speciali” già appannaggio del personale predetto con il conseguente riverbero sull’architettura dei PP.II.LL.
E’ il caso di prospettare quelle che a parere del Si.N.A.P.Pe possono essere delle strade percorribili per la correzione degli effetti distorcenti sopra evidenziati.
Si potrebbe pensare ad un provvedimento di missione (almeno per le unità che ad oggi verrebbero assegnate presso sedi prive di graduatorie) per poi procedere all’assegnazione dopo la pubblicazione della graduatoria 2019. In alternativa si potrebbe pensare a bandire un urgente interpello straordinario per tutte quelle sedi ove la graduatoria risulta esaurita o incapiente rispetto agli incrementi da effettuarsi.
O ancora, mutuando iniziative già adottate per il 3° Corso Ruolo Ordinario dei Funzionari del Corpo di Polizia penitenziaria, procedere con assegnazioni temporanee ex art 7 (magari codificandole come per “esigenze di servizio” momentanee e circostanziate), per poi procedere alle assegnazioni definitive all’atto del varo della graduatoria 2019.
Tutto ciò ha ancora più senso se si considera che i provvedimenti di mobilità che saranno emessi comunque si perfezioneranno in maniera differita rispetto alla loro emanazione (se si considera che la mobilità connessa al 176° corso si perfezionerà entro il 30 giugno, non è peregrina l’ipotesi per cui questa mobilità si possa perfezionare entro il 30 settembre p.v.).
Nel confermare la disponibilità del Si.N.A.P.Pe a partecipare alla riunione in videoconferenza indetta per il giorno 8 aprile, certi della rilevanza che vorrà accordarsi alla presente, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.