N.T.P. distretto Toscana Umbria – Personale del Corpo di Polizia Penitenziaria

Avremmo voluto, con la presente, formulare, come ogni anno, gli auguri per le festività natalizie.
Purtroppo, invece, ci sentiamo costretti ad utilizzare il nostro tempo per denunciare una brutta vicenda che si sta perpetrando nel Distretto Toscana-Umbria in danno di circa 300 poliziotti penitenziari che assicurano il proprio servizio quotidiano nel settore Traduzioni e Piantonamenti.

Ormai da qualche mese questo Personale è diventato oggetto di mirate attenzioni da parte dei vertici regionali , e non solo, dell’Amministrazione Penitenziaria.
Tutto ha inizio allorquando la maggioranza delle OO.SS. rappresentative sul territorio nazionale decidono di portare all’attenzione del tavolo regionale gli annosi problemi derivanti dalla carenza di organico che affliggeva tutti i Nuclei del distretto Toscana-Umbria, forte carenza causata dall’immobilismo dell’amministrazione regionale rispetto alle numerose uscite di unità dal suddetto settore (per pensionamenti, rientri a servizio a turno, trasferimenti ecc) che nel tempo non trovavano le dovute sostituzioni tanto da arrivare ad organici assolutamente sottostimati rispetto alle dotazioni previste e concordate.

Tale annosa situazione è stata determinata in parte, dalle diversità di vedute e interventi da parte dei dirigenti generali che si sono alternati presso l’Ufficio regionale, in parte da artifizi posti in essere da alcuni Direttori di Istituto che hanno inevitabilmente e continuamente contrastato
l’immissione di personale ai Nuclei, anche in presenza di accordi sindacali sottoscritti al tavolo regionale e recepiti da precise disposizioni da parte di qualche provveditore che però sono state assicurate solo parzialmente.

Dopo numerosissime contrattazioni in materia si era finalmente giunti a stabilire una pianta organica idonea alle esigenze dei servizi di traduzioni e piantonamenti delle due regioni Toscana e Umbria con contestuale individuazione del numero delle unità da incrementare nel rispetto di un principio che stabilisse una parità di carenza di organico, in percentuale, tra il Reparto Interno e il Reparto dei Nuclei traduzione .

Immediatamente dopo (gennaio 2020) a seguito di una contrattazione regionale, veniva concordato che le assegnazioni di personale ai Nuclei fossero assicurate in due trance: il 50% nel mese di marzo 2020 e il restante 50% ad aprile del 2020.
Quindi nel mese di marzo arrivano le unità pattuite. A seguito di ciò , purtroppo, causa l’emergenza epidemiologica ancora in atto, ci viene comunicato che le assegnazioni della seconda trance di personale sono sospese per le notorie difficoltà che i Reparti interni stavano e stanno tutt’oggi affrontando.

Nonostante le aspettative generate nel personale che aveva partecipato agli interpelli e che si trovava utilmente collocato in graduatoria, questa O.S. condivideva la decisione assunta dal vertice regionale, di sospendere le integrazioni rimaste, anche se ciò avrebbe significato la violazione di un accordo tra le parti.

In quel particolare momento, come tuttora avviene, tutto il personale in forza ai Nuclei del distretto, rispondeva con la propria presenza a sostegno dei Reparti interni, sia in occasione dei disordini verificatisi all’interno di qualche Istituto, sia rimanendo a disposizione dell’intero distretto, anche nelle giornate di riposo settimanale, quando si era deciso di tenere un’aliquota di personale, anche questa cosa condivisa e condivisibile, per un pronto intervento laddove si fossero verificati eventuali ulteriori disordini.

Tutta questa condivisione, tutta questa disponibilità sembra essersi dimostrata un boomerang per questo personale che, tutto ad un tratto , ha fatto sollevare un vergognoso quanto ingiusto coro, ormai inarrestabile in tutta la sua denigrazione, che canta di un settore di “nullafacenti”.

Tutti si chiedono come si possa essere potuti arrivare a tal punto da diventare il vero bersaglio di attacchi strumentali che arrivano da più direzioni.

E’ evidente, tra l’altro, che , se tutto ciò fosse vero, e se nell’Amministrazione Penitenziaria quotidianamente si assistesse ad una indegna inoperatività di tanti uomini in divisa, è conseguenziale la domanda: ma l’Amministrazione Penitenziaria può permettere una cosa del
genere? Ovviamente andrebbero ricercati i responsabili di tale indecenza e segnalati immediatamente alla Corte dei Conti.

Ma noi siamo certi che così non è e che tutto ciò che si sta verificando è il frutto di qualche “rospo” che qualche “prima donna” non ha voluto e non vuole ingoiare.

Diversamente non si spiegherebbero gli ultimi provvedimenti “di alta amministrazione “ partoriti dall’Ufficio regionale come ad esempio quello che, in un brevissimo lasso di tempo, ha imposto per questo Settore , senza alcun confronto con le OO.SS. del Personale, piani ferie che prevedono una presenza in servizio del 66% del personale al cospetto dei Reparti che prevedono il 50% degli assenti per ognuno dei due periodi.

O ancora , un altro provvedimento che ha inteso riorganizzare il sistema di assegnazione dell’indennità di presenza esterna (art. 9 dpr 395/95), attraverso una modalità vissuta come punitiva dal personale destinatario considerato che, una indennità che interessa svariati settori dell’Amministrazione è stata rivista solo per questo Settore, portando in alcune realtà, vere e proprie disparità di trattamento che hanno dato origini a situazioni per cui due uffici confinanti, divisi da una sola parete, ricevono un trattamento diverso, nonostante, a dire dell’Amministrazione regionale, entrambi non siano operativi.

In ultimo, in data ieri, viene emanata ulteriore nota , da parte dell’Ufficio regionale, con la quale si è ritenuto opportuno rimarcare la necessità di raggiungere intese con i direttori e comandanti dell’Istituto affinché sia dato ogni possibile sostegno ai reparti nel periodo di festività e si eviti che unità dei Nuclei vengano impegnati sostanzialmente in turni di “disponibilità”.

Tale provvedimento sembra chiudere il cerchio di una azione mirata nei confronti del personale del Settore più volte citato e inevitabilmente si presta ad alcune riflessioni. La prima è che non si comprende la necessità di ribadire disposizioni che di fatto vengono condivise e soprattutto quotidianamente rispettate. Da sempre, infatti, nei periodi di minor carico di lavoro come quelli interessati da piani ferie, i Nuclei vengono impegnati a disposizione del Reparto in attività di servizio di competenza di quest’ultimo.

Ma , dovendo nuovamente leggere queste disposizioni, il pensiero non può non andare a quelle percentuali di unità che possono fruire di ferie durante le festività natalizie, che ricordiamo essere il 33% per ognuno dei due periodi, per il personale del Nucleo, e il 50% per il personale della maggior parte dei Reparti.

Il pensiero va anche ai “nullafacenti” che, al fine di far riposare il personale dei reparti , prendono il loro posto..
Siamo sicuri che analogo provvedimento, anche se non è pervenuta alcuna comunicazione in tal senso, abbia interessato il personale del PRAP Toscana-Umbria e, in particolare, i Dirigenti che si metteranno, durante le festività natalizie , a disposizione per evitare che i loro colleghi degli istituti
del distretto debbano ricoprire più incarichi di sostituzione.

In questa brutta vicenda, il sindacato, che potrebbe non avere remore a proclamare lo stato di agitazione in un momento in cui, tra l’altro, l’Amministrazione Penitenziaria è particolarmente vulnerabile, si sente invece, pur nella vicinanza al personale interessato da questa vicenda, di poter garantire che il medesimo continuerà a svolgere con professionalità e costanza i propri doveri e compiti istituzionali.

L’unica forma di protesta a cui ci sentiamo di dare corso è quella di rifiutare anticipatamente ogni forma di auguri e di espressione di vicinanza a questo personale.