N.T.P. locale di Ragusa – Anomala gestione del personale

Egregio Presidente
la scrivente organizzazione sindacale, ancora una volta è costretta a dover intervenire sull’anomala gestione del personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso il N.T.P. locale della Casa Circondariale di Ragusa.

Per l’ennesima volta inviamo alla S.V. le note di segnalazioni sulla gestione del personale, scavalcando il Provveditore Regionale che, a nostro avviso e per le risposte formulate in passato, è responsabile dell’acuirsi negativamente delle relazioni sindacali ma, soprattutto, della gestione del personale di alcune Direzioni della Regione Sicilia.

Vorremmo solamente segnalarle che a seguito della presentazione delle relazioni di servizio da parte del personale di Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Ragusa la risposta è sempre stata quella di rincorsa all’apertura di procedimenti disciplinari a copertura di inefficienze gestionali e/o organizzative.

La scrivente O.S., con nota Prot.n. 32/2018 del 7 luglio 2018 segnalava al Provveditore Regionale per la Sicilia, che la Direzione della Casa Circondariale di Ragusa aveva autorizzato l’istallazione di un ponteggio mobile a ridosso delle stanze detentive e facendo eseguire i lavori di ristrutturazione alla MO F.

La scrivente organizzazione sindacale scriveva appreso solo oggi della grave situazione di sicurezza che si era determinata presso la predetta Casa Circondariale e la disposizione di servizio emessa dal Direttore con il vaglio del Comandante di Reparto che detto ponteggio doveva rimanere istallato notte e giorno A nostro modesto avviso, per le esperienze e i diversi episodi di evasione nel territorio regionale, ci permettiamo di sindacarne la legittimità dell’ordine e la scarsa oculatezza per la sicurezza che hanno dimostrato con l’evento specifico il Direttore e il Comandante di Reparto.

E’ pur vero che sono state diramate disposizioni di allertamento e maggiore sorveglianza ma è abbastanza evidente che detti provvedimenti servivano solo ed esclusivamente a coprire la Loro responsabilità, addebitando eventuale evento critico alla Sorveglianza Generale. Come può un comandante di reparto e il Direttore autorizzare la istallazione di ponteggi mobili a ridosso delle stanza detentive e, ancora, permettere che i lavori di rispristino e ristrutturazione fossero fatti con i detenuti presenti nelle stanze interessate.

Diversi sono i dubbi e le perplessità che ci poniamo ma vogliamo far evidenziare con forza che dette disposizioni sono state emanate senza tenere conto di fattori importanti quali:

  •  L’esiguità di personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Ragusa nei turni pomeridiani e notturni;
  • Lo stress psicofisico a cui è stato sottoposto il personale di Polizia Penitenziaria, sia esso di Sorveglianza Generale che di piano, in servizio nel predetto Istituto.

Per quanto sopra, ritenendo che si possa legittimare una scarsa attenzione alla sicurezza dell’Istituto derivato dall’ordine illegittimo dato dal Comandante e dal Direttore, l’azione di pressing nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria e lo stress psicofisico determinato da una responsabilità data per assenza di oculatezza nelle disposizioni, chiediamo alla S.V. di voler intervenire nei confronti della Direzione di Ragusa al fine di evitare che simili disposizioni possano essere nuovamente date a danno della sicurezza del personale e dell’Istituto, oltre che, la salute del personale di Polizia Penitenziaria.”
Nessuna verifica all’uopo fu disposta dal PRAP e da lì l’inizio del calvario per l’Ispettore che segnalò il disservizio.

Ancora una volta la scrivente O.S., con nota Prot.n. 49/2020 del 18 marzo 2020 segnala, sempre al Provveditore Regionale che”… in data 21 c.m., pare si sia svolta la traduzione di un detenuto di rilievo, dimesso dall’Ospedale Civile di Ragusa, verso la Casa Circondariale senza manette.

Se ciò fosse realmente accaduto, la scorta addetta avrebbe agito mettendo a rischio la sicurezza propria oltre il pericolo di evasione, agendo fuori da ogni logica di sicurezza e contrario allo stesso modello Operativo dei NNTTPP.

Se pensiamo ai recenti casi di evasione verificatesi al personale delle traduzioni, non per ultimo a Salerno il 26 Gennaio 2020, e il detenuto dimissionario veniva fatto uscire dall’ospedale senza manette, destando sicuramente stupore anche tra il personale sanitario, un soggetto considerato di spicco proprio nel territorio ragusano (trattasi di soggetto di spicco nell’ambito della criminalità sciclitana, noto alle cronache ragusane, motivo per cui è stato sciolto il Consiglio Comune di Scicli per infiltrazioni mafiose).

Pare, inoltre, che il detenuto sia stato fatto accomodare in un sedile destinato al Personale di Polizia Penitenziaria con il bene placido del Caposcorta e dell’altra unità della scorta che affiancava semplicemente il detenuto come a fare quasi una gita.

Non è dato sapere quali siano state le motivazioni per assumere tale iniziativa ed anche se ci fossero state giuste motivazioni certificate per problemi di natura respiratori o claustrofobici, non si comprendeva il perché un altro detenuto con simili patologie, ha eseguito la traduzione nella celletta di sicurezza del mezzo.

Pare, ancora, che l’ASS.C.C. con funzioni di Autista abbia manifestava da subito la sua contrarietà sulle modalità di trasporto al Caposcorta, il quale si mostrava infastidito, ammonendo l’autista, invitandolo a pensare solo a guidare, tanto da comunicargli successivamente che il Coordinatore NTP, aveva autorizzato tale modalità di traduzione.

L’assistente Capo per senso di responsabilità, nei giorni a seguire, nonostante la difficile situazione lavorativa, presentava una la relazione di servizio sull’accaduto di giorno 21 febbraio 2020. Gentile Provveditore, è evidente il clima che vige presso la Casa Circondariale di Ragusa ma è maggiormente preoccupante e motivo di indignazione oltre che di preoccupazione, sono i metodi di pianificazione delle traduzione adottate del Coordinatore NTP, l’operato del caposcorta e dell’unico addetto alla scorta, i quali avendo eseguito un palese ordine illegittimo, hanno messo a grave repentaglio la sicurezza di tutta la scorta.

Si chiede, pertanto, alla S.V. di voler appurare se ciò risulta a verità e se nel caso affermativo, l’emanazione di provvedimenti conseguenziali a tutela della sicurezza di tutto il personale e a garanzia delle traduzioni dei detenuti. E’ da evidenziare, inoltre, che la posizione dell’Autista, Assistente Capo Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria, dopo essersi esposto relazionando l’anomalia, rimane preoccupante per eventuali azioni di rivalsa o persecutori nei suoi confronti.”.

Ancora una volta la risposta del Provveditore e blanda ma, cosa assai peggiore, avvalla quanto riferito dalla Direzione, senza fare le opportune verifiche sulla vicenda.

Da quel momento inizia il calvario disciplinare per l’Assistente Capo che aveva segnalato la grave anomalia per la sicurezza del personale, con un susseguirsi di procedimenti disciplinari per motivi inesistenti.
Perché il Provveditore si ostina ad appurare i fatti attraverso puntuali azioni di controllo e, invece, si limita a rispondere sulla base delle giustificazioni fornite dalla stessa Direzione additata.

Gentile Presidente, ci permettiamo di ribadire quanto già segnalato con la nota Prot. n. 154 del 6 agosto 2020, proprio per dimostrare che l’azione del Provveditore è insufficiente.
Si rappresenta che le continue e innumerevoli rimostranze formulate da questa Sigla al Dirigente Generale di Palermo, non hanno trovato ora un’idonea corrispondenza da parte della stessa, la quale dovrebbe garantire il rafforzamento del sistema e il valore delle relazioni sindacali in ambito Locale e Regionale, di fatto con le mancate prese di posizioni, riguardo alle segnalazioni di quest’O.S., hanno, di fatto, legittimato il modus operandi di alcune direzioni, tra le quali Ragusa e Messina come già segnalato con altra distinta nota, nel violare il P.I.R., calpestando i diritti e la dignità dei lavoratori.

Il Provveditore, confermando la completa conoscenza delle questioni sollevate e contestate dalla scrivente organizzazione sindacale, senza mai riscontrare la legittimità delle affermazioni delle Direzioni, non ha mai ha inteso realmente verificare, attraverso accertamenti “ispettivi” o “investigativi”, pertanto, non avendo voluto approfondire nessuno degli argomenti sollevati, pur non volendo ipotizzare nulla, ma i dubbi ci assalgono che c’è stata connivenza nelle violazioni.

Ancora una volta il Provveditore omette di esercitare il proprio ruolo, non esercitando il controllo reale attraverso l’organo preposto, permettendo alle Direzioni, così, di continuare a vessare il personale e nello specifico presso la Casa Circondariale di Ragusa di azzittirlo a suon di denunce e procedimenti disciplinari immotivatamente, come sta accadendo nei confronti dell’Assistente Capo Coordinatore C.A.. Quale sia stato il motivo di tanto accanimento lo possiamo solamente ipotizzare come in premessa ma non è dato sapere, da indiscrezioni pare che sia stata minacciata una denunzia, nei confronti di questo Coordinatore Regionale per “violazione della privaci” a seguito dell’opposizione sugli interpelli per l’assegnazione di una unità al NTP del ruolo Ispettori.

Quanto accaduto è deleterio, oltre che preoccupante, ed è per questo motivo che chiedevamo alla S.V. di volere intervenire immediatamente a tutela di tutto il personale.
Si attende con cortese urgenza riscontro nel punto specifico per presentare esposto ben circostanziato, nei confronti dei responsabili, alle Autorità .

In virtù di quanto in narrativa, e nel rispetto delle leggi, si chiede di effettuare tramite l’Ufficio Ispettivo Centrale di Roma le dovute indagini investigative conoscitive de fatti denunciati, e ove riscontrato di intervenire sia penalmente sia disciplinarmente.
Si reitera, inoltre, la richiesta di un urgente incontro con la S.V., già più volte richiesta.

Certi della sensibilità della S.V., sicuri di un immediato riscontro, dando la nostra disponibilità a fornire ulteriori dettagliati elementi al fine di verificare quanto sin qui lamentato verso il comportamento del Provveditore e della Direzione della Casa Circondariale di Ragusa.

Alla Segreteria Generale, chiediamo di interagire al fine di una urgente convocazione con il Signor Capo del Dipartimento, per la presente vertenza della regione Sicilia.
In attesa di cortese sollecito riscontro, ringraziamo anticipatamente e inviamo Distinti Saluti