Nota congiunta OO.SS. – C.C. Ascoli Piceno

Egregio Provveditore,
con nostra nota congiunta del 31.05.2021, nel confermare la manifestazione del 3 giugno u.s. innanzi il penitenziario ascolano, avevamo fra l’altro lasciato intendere che nell’eventuale incontro di domani 9 giugno 2021, avremmo affrontato punto per punto l’asettica analisi fornita dalla S.V. con nota n. DAPPR21.25/05/2021.0014311.U dimostrandole che la realtà che si vive all’interno del penitenziario di Ascoli Piceno è di gran lunga distante dalla semplicistica ricostruzione fornita.
NO Sig. Provveditore, il nostro ritornare ad arroccarci sulle nostre posizioni (non volendo certo nasconderle che la tentazione di distendere il clima per poterne discutere con la S.V. ci ha sfiorato) non vogliamo venga letto come una sfida nei Suoi confronti, bensì da una consapevolezza che i vertici ascolani hanno “finalmente” dimostrato che le nostre teorie erano reali.
Non Le nascondiamo che la replica giunta a mezzo stampa dalla Direzione ascolana a seguito della manifestazione del 3 giugno u.s. ci inorgoglisce, perché foriera di esternazioni intangibili e fantasiose (chiaro segno di non sapere che pesci prendere!), ma è altresì segno che una replica pubblicamente tesa a ledere l’immagine dei rappresentanti sindacali (“…Ricordo ai sindacati che l’assenza da mesi per malattia di alcuni agenti, anche rappresentanti sindacali, sta gravando sul lavoro di tutti gli altri colleghi”) non sia stata certamente rilasciata per rasserenare il clima… anzi!
Ma anche questo aspetto entrerà a far parte della corposa discussione che affronteremo con la S.V. in modo da dimostrarle che anche queste ultime esternazioni pubbliche sono prive di fondamento (e prontamente sovvertite dalla documentazione in nostro possesso).
Sig. Provveditore, nel rinnovare la nostra ferma posizione di non partecipare alla riunione fissata per domani 9 giugno 2021 per le motivazioni sopra descritte, è altresì utile ribadire che queste OO.SS. accetteranno un incontro con la S.V. solo ed esclusivamente in presenza e senza i vertici della Casa Circondariale di Ascoli Piceno, ritenuti da queste OO.SS. parte non meritevole né di ascolto né di confronto dopo le esternazioni pubblicate.
Resta ovvio che propedeutico all’eventuale incontro, sarà l’avvenuta consegna da parte della Direzione ascolana di tutta la documentazione richiesta e mai fornita e che di seguito si elenca per l’ennesima volta evidenziandone altra di nuova necessità:
a) Copia conforme all’originale dei modelli 14A esposti in bacheca comprensivi delle relative modifiche/trascrizioni/osservazioni/cancellature/sbianchettature apportate sugli stessi e NON le ristampe del GUSWEB linde e pinte che sono solo un puerile stratagemma per celare la realtà!!!!!!! Il periodo richiesto è il seguente : mese di Aprile 2020, Agosto 2020,Dicembre 2020 e per il 2021 da Gennaio a Giugno.
b) Copia delle Graduatorie di TUTTI gli interpelli con annessa attestazione indicante l’anzianità di permanenza di ogni dipendente nelle c.d. “cariche fisse”;
c) Tutte le Disposizioni/Avvisi/Ordini di Servizio con i quali sono state disposte le sostituzioni temporanee in tutti i posti di servizio;
Come la S.V. potrà comprendere, la mole di documentazione richiesta a cui si dovrà aggiungere quella già in nostro possesso obbligano un incontro su un tavolo reale ove potersi poggiare per leggere, esaminare, approfondire e valutare i fatti che realmente accadono dietro le mura del penitenziario ascolano.
Anche per questo motivo richiediamo alla S.V., laddove abbia davvero intenzione di ascoltarci, un incontro in presenza alla quale parteciperemo per dare finalmente voce alla maggioranza del personale di Ascoli Piceno e restituire loro verità e dignità.
Al D.A.P. ed alle Segreterie Nazionali, tanto si trasmette significando che, laddove il diniego all’incontro in presenza dovesse concretizzarsi, si auspica l’avvio di un tavolo a livello centrale in tempi ragionevolmente brevi affinché il personale di Polizia penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Ascoli Piceno trovi finalmente l’orgoglio di vedersi considerato ed ascoltato da coloro per il quale stanno sacrificando la propria vita personale e familiare per onorare il giuramento prestato dinanzi il tricolore.