PCD Nuovo Concorso Sovrintendenti: Esiti dell’incontro al DAP L’Amministrazione chiarisca: Si va verso la mobilità?

  Si è svolto nel pomeriggio odierno l’incontro per la definizione – con PCD – delle procedure e modalità di svolgimento dei concorsi per titoli per l’accesso alla qualifica di vice sovrintendenti voluta dal riordino. Un incontro “complesso” in ragione della considerevole distanza di intenti fra l’idea dell’Amministrazione e la posizione del Si.N.A.P.Pe che predilige un bilanciamento assolutamente differente fra le varie posizioni meritevoli di tutela. Il piano prospettato dall’Amministrazione appare completamente sbilanciato con una mortificazione inaccettabile dell’anzianità di servizio, surclassata da una elencazione di titoli diversi. In apertura, l’Amministrazione ha fornito i dati relativi ai “numeri” dei posti che saranno messi a concorso: anno 2018: 109 uomini e 7 donne anno 2019: 318 uomini e 56 donne anno 2020: 44 uomini e 4 donne A questi andranno ad aggiungersi i posti disponibili per l’aliquota 70% da effettuarsi con scrutinio per merito comparativo (comprensivi delle posizioni sovranummerarie): anno 2018: 254 uomini e 16 donne anno 2019: 1242 uomini e 182 donne anno 2020: 419 uomini e 42 donne Attese le perplessità emergenti dall’analisi dei numeri abbiamo chiesto dettagliata relazione in merito. Ma prima ancora di entrare nel merito della discussione relativa ai singoli punteggi, il Si.N.A.P.Pe ritiene che l’Amministrazione debba sciogliere alcuni nodi essenziali in relazione alla mappatura e dislocazione del personale vincitore del precedente concorso per sovrintendenti. Prima di ragionare sul richiamo fatto dall’Amministrazione nella lettera “b” dell’articolo 2 sulla pubblicazione delle sedi disponibili, occorrerebbe comprendere in maniera trasparente quali sono le reali esigenze dell’Amministrazione e se effettivamente nel quadro generale di ispirazione “premiale” del riordino sia veramente ineluttabile sacrificare con la movimentazione le poche centinaia di unità del triennio 18-19-20 aliquota 30%. Entrando nel merito della proposta, appare bizzarra la volontà di abbandonare lo schema valso per l’omologo concorso bandito nel 2017, che aveva rappresentato il punto di equilibrio fra le esigenze contrapposte e tutte meritevoli di tutela. Così come bizzarro appare che a seconda dell’anno in cui vengono banditi i concorsi l’anzianità possa passare da 10 a 5, un titolo di studio possa lievitare (laurea magistrale) o sparire (diploma di qualifica triennale), il superamento di precedenti concorsi analoghi valga o meno quale titolo ammesso a valutazione. Serve analisi prima di ragionare di architettura e l’Amministrazione deve fare uno sforzo di chiarezza per lasciar intendere al personale la direzione da percorrere. La volontà espressa in conclusione dall’Amministrazione pare essere quella di puntare su personale che abbia voglia di “mettersi in gioco a tutto tondo” con ciò lasciando intendere la determinazione di attuare la mobilità. Le osservazioni fatte saranno valutate e si procederà direttamente a breve all’emanazione del PCD senza ulteriori incontri.