“POPOLO SOVRANO”: ennesimo massacro mediatico ai danni della Polizia Penitenziaria!

Ancora una volta una trasmissione televisiva opera un vero e proprio accanimento mediatico nei confronti del personale della Polizia Penitenziaria. Al di là di tutto, quello che lascia sgomenti è il silenzio inconcepibile ed incondivisibile di una Amministrazione che a distanza di giorni continua a non proferire parola seppur profondamente lesa nella propria immagine. Trasmissioni televisive che aumentano il proprio share ponendo ombre di legalità sull’Istituzione Carcere e minano seriamente l’ordine e la sicurezza interna che potrebbe essere compromessa da forme di protesta come accaduto nella Casa Circondariale di Piacenza all’indomani del servizio mandato in onda da “Le Iene”. “ E’ inaccettabile che, in mancanza di esiti giudiziari che confermino le dichiarazioni emerse durante il servizio, venga lesa l’immagine e la professionalità del Corpo di Polizia Penitenziaria; personale che con enormi sacrifici garantisce quotidianamente l’ordine e la sicurezza all’interno e all’esterno degli istituti, pur conoscendo soltanto tagli alle dotazioni organiche e continue aggressioni da parte dei detenuti.” Lo dichiara il Dott. Roberto SANTINI –Segretario Generale del Sindacato Nazionale Autonomo di Polizia Penitenziaria Si.N.A.P.Pe. Il Si.N.A.P.Pe non condivide assolutamente quanto dichiarato da un sindacalista alla trasmissione “Popolo Sovrano” in onda sul canale “Rai 2” il 28 Febbraio u.s. – aggiunge SANTINI- “nel carcere di Viterbo presta servizio personale competente e con ottime qualità morali e professionali che opera per garantire l’esecuzione delle sanzioni penali e per il rispetto della legalità”. L’Amministrazione Penitenziaria, per la quale siamo chiamati a rendere il nostro delicato servizio, assiste inerte a dichiarazioni infamanti e denigratorie rese pubblicamente, tese a massacrare la dignità professionale di ciascun appartenente al Corpo. L’immagine e la considerazione che si ingenera nell’opinione pubblica è che siamo i “cattivi”, coloro che malmenano brutalmente i detenuti senza alcun scrupolo e talvolta per futili motivi. Mentre veniamo considerati i protagonisti di strutture che il programma ha definito “Lager”, i Vertici assistono muti a che ciò accada- sempre intenti a cercare il capro espiatorio- per placare le coscienze sociali dichiarano l’avvio di indagini interne anziché rendere pubblici i dati allarmanti delle aggressioni subite dal personale di Polizia Penitenziaria da parte dei ristretti; dati che se diffusi attraverso i medesimi canali e con le stesse casse di risonanza, capovolgerebbero il pensiero dei cittadini. Questo è davvero inaccettabile! Durante l’incontro con il Ministro della Giustizia programmato per il 6 marzo p.v. non ci esimeremo dal denunciare questo scempio. Ai colleghi della Casa Circondariale di Viterbo il Si.N.A.P.Pe dichiara la propria vicinanza e rinnova sentimenti di stima per il quotidiano operato.