PRAP Palermo – Richiesta osservazioni modifica P.I.L.

Egregio Direttore,
Come richiesto dalla S.V., con la nota sopra citata, questa O.S., si è premurata al fine di sottoscrivere il PIL, di fare le proprie osservazioni, inviando la missiva Prot.n.81/2020 del 21 maggio 2020,ancora priva di riscontro.

Spiace evidenziare che eventuali accordi raggiunti durante la concertazione locale, non hanno il potere di rinegoziare o meglio modificare leggi o decreti , in quanto risulterebbero illegittimi.

In particolare si contestava la mancata applicazione delle regole fondamentali che regolamentano sia l’azione Amministrativa che le corrette relazioni sindacali, nonchè i diritti dei lavoratori, nel chiedere a tutte le OO.SS. con la missiva in oggetto, la sottoscrizione di un accordo sindacale (P.I.L) di cui agli artt. Art.6 TER lettera C. tabella C dell’art. 6 BIS. ^ILLEGGITTIMI^ in quanto vanno in contrasto con leggi e regolamenti , e per le motivazioni e le contestazioni che di seguito verranno esposte.

Primo; mancata applicazione e violazione dell’art. 21 quinquies, comma 1 della Legge 241/90, introdotto dall’art. 14, della Legge 11 febbraio 2005, n.15,che legittima l’adozione della revoca di un provvedimento amministrativo , per un periodo non superiore a 90 giorni (novanta) a decorrere dalla data dello stesso atto.

Secondo; mancata applicazione e violazione della Legge 195/95 art. 3.
Punto 2 di cui recita: La contrattazione collettiva integrativa si svolge sulle materie previste al comma 1 e nei limiti stabiliti dal contratto collettivo nazionale, tra i soggetti e con le procedure negoziali che questi ultimi prevedono.
Essa può avere ambito territoriale.
Le pubbliche amministrazioni non possono sottoscrivere in sede decentrata accordi in contrasto con i vincoli risultanti dalla disciplina prevista dall’accordo derivante dalle predette procedure di contrattazione o che comportino oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ogni amministrazione.
Le clausole difformi sono nulle e non possono essere applicate.

Ancora, viene riferito che l’Amministrazione Locale, nel programmare il servizio dei Coordinatori delle sezioni detentive, non applica quanto previsto nel P.I.L. art. 1 punto 4 e art. 6. Infatti, si rileva l’accorpamento e disgregazione di più unità operative che vengono affidate in via esclusiva al Coordinatore 2/3/4 sezione, creando una netta disparità di trattamento tra il personale, e sovraccaricando di lavoro la predetta unità, e comunque ad aggravare il carico di lavoro dei Coordinatori , e la disposizione di servizio emanata dal Comandante di Reparto, in data 10/06/2020 , nel disporre che ai fini organizzativi e di gestione, e fino a nuove disposizioni la ricezione degli atti di esposto denuncia o querela sia nella forma scritta che orale, sarà competenza degli Ufficiali di P.G., in servizio nel rispettivo reparto di collocazione, che provvederanno ad espletare gli atti di P.G. necessari, e successivamente alla ricezione degli atti assunti saranno consegnati all’Ufficio Comando per l’inoltro alla competente A.G.

Detta disposizione non è stata comunicata alle OO.SS., da come previsto dall’art. 2 del P.I.L. , ed appare doveroso precisare che tale disposizione è illogica e immotivata, in quanto detto carico di lavoro è stato demandato all’ufficio comando, con l’integrazione di una ulteriore unità del ruolo Ispettori nel predetto ufficio.

Viene segnalato ulteriormente che il servizio programmato dal Mod 14 A, viene accorpato al personale in più posti di servizio, e piani detentivi e di conseguenza anche nella figura dei preposti, prolungando il servizio sino alle 12 ore lavorative.

Questa segreteria Nazionale intende rendere chiaro, che il rispetto delle leggi e i regolamenti devono garantire la dignità lavorativa, e le pari opportunità sul posto di lavoro a tutto il personale di Polizia Penitenziaria, e non intende tutelare situazioni illegittime.

Per quanto in narrativa ,si chiede la modifica dell’Art. 6 TER lettera C. art. 6 BIS. della tabella C., inserendo che: nel caso in cui un’unità di personale viene rimossa da una carica fissa a seguito di avvio procedimento disciplinare per motivi di opportunità, è di tutta evidenza che l’archiviazione del relativo procedimento debba comportare il reintegro dello stesso in quel posto di servizio.

Inoltre, si chiede che venga garantito il rispetto del PIL, cioè nell’evitare di programmare e accorpare il servizio, sia dei Coordinatori, che del personale che espleta servizio nelle sezioni detentive, nonché il riscontro della missiva Si.N.A.P.Pe, Prot.n.81/2020 del 21 maggio 2020, da come previsto dall’art.11 del PIL.

La revoca della disposizione di servizio, emanata dal Comandante di Reparto, in data 10/06/2020.
Si vuole concludere con la consapevolezza che ampliare ancora la questione con ulteriori puntualizzazioni potrà essere ritenuto superfluo, ma si avverte sin d’ora che sulla questione il Si.N.A.P.Pe non transigerà, e per questo laddove la S.V. riterrà di volere intervenire difformemente a quanto segnalato, si attiverà la commissione arbitrale regionale, nonché si riserva di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria competente, e proclamare lo stato di agitazione del personale di P.P.
Si rimane di urgente riscontro.