PRAP Sicilia- Grave rischio di contagio COVID-19 – Replica alla nota 51266 – AG/I del 21-8-2020

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Gentile Presidente
la scrivente organizzazione sindacale, per l’ennesima volta invia alla S.V. le note di segnalazioni sulla questioni afferenti il personale di Polizia Penitenziaria della Regione Sicilia.

Più volte sollecitato il Provveditore Regionale che, a nostro avviso e per le risposte formulate in passato, è responsabile dell’acuirsi negativamente delle relazioni sindacali, non ha mai risposto ai quesiti posti.

Vorremmo solamente segnalarle che a seguito della nota prot. n. 145/2020 del 27.07.2020 “Replica alla nota 26818 – AG/I del 28.04.2020 – Grave rischio di contagio COVID 19”, con la quale si specificava il motivo della segnalazione, con la quale la scrivente organizzazione sindacale scriveva la scrivente organizzazione sindacale, a seguito di una attenta lettura della nota 26818 –AG/I del 28-4-2020, si trova a dover sollecitare riscontro della nota prot. n. 61 /2020 del 25 Marzo 2020, con la quale si facevano delle recise richieste che riguardavano la C.R. di San Cataldo.

Nella nota 26818 –AG/I del 28-4-2020, il Provveditore rispondeva che il direttore, “ha riferito che la gestione dei due casi rappresentati da codesta 0.S. è stata demandata, come previsto, al personale sanitario referente dell’ASP “….atteso che in capo a tali soggetti sussiste in caso di un contatto diretto od indiretto con un caso di Covid- 19 l’obbligo di “contattare il proprio medico di famiglia che, insieme ai medici dell’A SP, ovvero il medico competente ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008, forniranno dettagliate informazioni ed effettueranno adeguata valutazione del rischio di esposizione, informando il direttore dell’Istituto, ufficio o servizio di appartenenza, anche in ordine alle cautele adottabili per la permanenza in servizio o meno del dipendente”…”

In proposito il predetto Direttore ha precisato che, pertanto, non ha alcun potere discrezionale riguardo alla applicazione di “allontanamenti precauzionali” atteso che gli stessi sono disposti dall’ASP competente per territorio”.

Si replicava significando che nulla era stato detto circa il grave episodio segnalato dalla scrivente O.S. che si è verificato presso la Casa Reclusione di San Cataldo, nello specifico, al di là dell’unità posta in “permanenza domiciliare fiduciaria”, vi è stato il caso di un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria che è stato in contatto prolungato con un soggetto, in seguito risultato POSITIVO al COVID-19, (PRIMO CASO A SAN CATALDO 16 MARZO 2020), per il quale i Funzionari del Corpo pur avendo saputo della condizione di vicinanza dell’appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria del soggetto POSITIVO, non hanno predisposto o allertato né il personale di
Polizia Penitenziaria né tanto meno le Autorità competenti per le procedure di “permanenza domiciliare fiduciaria”, ammettendo il soggetto in servizio.
Con la nota 51266 –AG/I del 21-8-2020, ancora una volta il Provveditore afferma: “…..Con riferimento alla nota citata in oggetto, si comunica che il direttore della C R. di San Cataldo – all’uopo interpellato – ha confermato i chiarimenti già forniti con riferimento al contenuto della precedente nota prot. n° 61/2020 del 25.03.2020, sulla base dei quali questo Provveditorato aveva fornito a codesta 0.S. il riscontro con la nota prot. n’ 26817- AG/I (e non 26818) del 28.04.2020.

In particolare, il predetto direttore ha confermato altresì che nessun soggetto è stato ammesso in servizio in contrasto con le prescrizioni dettate al riguardo dall’Autorità Sanitaria….Per completezza, con riferimento al caso specifico segnalato da codesta 0.S. dell’ammissione in servizio dell’appartenente al Corpo di Polizia penitenziaria che sarebbe stato in contatto prolungato con un soggetto in seguito risultato positivo al Covid – 19, il predetto Direttore ha confermato che agli atti nulla risulta.”.

La domanda posta a suo tempo era differente dalla risposta rivenuta, non è stata violata nessuna disposizione dell’Autorità Sanitaria bensì, la disposizione normativa in merito agli interventi a prevenire il COVID-19.

Quanto accaduto è deleterio, oltre che preoccupante, ed è per questo motivo che chiedevamo alla S.V. di volere intervenire immediatamente a tutela di tutto il personale.

Perché il Provveditore si ostina ad appurare i fatti ma si limita a rispondere sulla base delle giustificazioni fornite dalla stessa Direzione additata, non ha fatto una verifica attraverso gli atti, chiedendo, anche, alla scrivente O.S. di fornire in modo riservato ulteriori elementi di conoscenza?

Ancora una volta il Provveditore omette di esercitare il proprio ruolo, non esercitando il controllo reale attraverso l’organo preposto.
Restiamo in attesa di notizie in merito.
Distinti saluti.