Procedure di arruolamento – Rilevazione taglie e distribuzione vestiario Allievi Agenti

Esimio Presidente, Egregi Direttori Generali,
si sta effettuando in questi giorni nelle scuole di formazione del Corpo la distribuzione dei capo di vestiario ai neo agenti.
Nel merito si è avuto modo di notare come tali capi, in un numero elevatissimo di casi che tocca picchi del 70%, non risultano essere adeguati alla conformazione fisica di coloro che dovranno indossarli, risultando di taglie/misure difformi rispetto a quelle necessarie.
Una tale circostanza lascia attoniti se si pensa alle varie fasi procedurali che precedono la distribuzione dell’attagliamento, con particolare riferimento alla compilazione della c.d. scheda vestiario.
Si ha, infatti, notizia che già nel corso delle visite mediche, con precisione il secondo giorno, una unità del magazzino vestiario si reca in loco per far compilare la scheda agli interessati che indicheranno di proprio pugno le taglie necessarie. Visto il pessimo ritorno che tale procedura sta restituendo in termini di efficacia (come dimostra l’errato attaglia mento di cui sopra), ci si chiede se la figura incaricata in qualche modo (e in quale modo) sia da ausilio ai futuri agenti nella compilazione del documento in questione, se abbia delle competenze specifiche nel settore (date anche dalla sola esperienza), se sia sempre la stessa unità demandata a tale compito o vi sia un avvicendamento random. Interrogativi, questi, che necessitano di una risposta proprio in ragione dell’importanza che l’uniforme riveste sia in fatto di valore simbolico, sia nella formazione di quello spirito di Corpo di cui si auspica sia impregnata la carriera degli agenti in fieri.
In linea con questo assunto è lapalissiano il senso di mortificazione nel dover indossare capi di vestiario talemente tanto inadeguati rispetto alle proprie misure da renderne scomodo (oltre che antiestetico) l’utilizzo.
Di contro appare superfluo anche argomentare in relazione all’obbligo di indossare l’uniforme in maniera impeccabile e ai risvolti disciplinari connessi ad una eventuale violazione.
Evidentemente, demandare ad un’autovalutazione degli interessati, non risulta essere la metodologia di lavoro più efficace e l’impiego di una unità preposta a tali rilevazioni dovrebbe fungere almeno da competente punto di riferimento essendo note agli addetti ai lavori le corrispondenza fra centimetri e taglie; di talché sarebbe ammissibile un minimo scostamento fra la taglia necessaria e quella auto-rilevata dall’interessato, ma non certo lo scostamento di due o più taglie.
Considerato che ne va dell’intera immagine del Corpo, e anche considerati i risvolti contabili che una tale “imprecisione” produce – necessitando in più occasioni anche il cambio del capo, come ad esempio nel caso di scarpe di numero inferiore – si invita a fornire chiarimenti n merito alla struttura del servizio e alle competenze specifiche dell’addetto.
Si invita altresì a verificare nell’immediato la distribuzione del vestiario per il corso allievi agenti in atto, disponendo – ove necessario – la sostituzione delle taglie.