Procedure di assegnazione dei neo Vice Ispettori e successivi provvedimenti di distacco – Richiesta chiarimenti

Esimi Presidenti,
E’ stata accompagnata da ampi momenti di contraddittorio la partita dell’assegnazione dei vice ispettori del concorso interno (a durata ultradecennale), momenti che hanno altresì visto l’autorevole coinvolgimento del Ministro della Giustizia che, facendosi portavoce della volontà politica, ha dato indicazioni all’Amministrazione di operare per un generale rientro in sede del personale interessato dal cambio di ruolo.
In aderenza alle risultanze degli incontri sindacali, con provvedimento dello scorso 12 aprile, il predetto personale è stato di fatto assegnato (così si legge nella nota a firma del direttore generale del personale e delle risorse del DAP), con decorrenza 2 maggio p.v., presso la sede da cui era amministrato prima della partenza del corso, eccezion fatta per un nutrito gruppo proveniente dal circuito minorile, che si è visto assegnare nelle sedi per adulti senza nemmeno la razionale valutazione del criterio di prossimità. I provvedimenti di questi ultimi, infatti, hanno guardato alla mappatura penitenziaria della città di riferimento, ma non hanno tenuto in considerazione le notevoli distanze che si registrano fra i diversi istituti e servizi nelle città metropolitane, come ad esempio Roma.
Quando la questione sembrava ormai definita, giunge un ulteriore provvedimento datato 16 aprile con cui il medesimo Ufficio del DAP conferma la permanenza presso la sede di distacco (presso cui operavano le unità interessate) per ulteriori due mesi, dunque fino al 3 luglio.
Nell’elenco, oltre ad alcuni istituti penitenziari, si rinvengono sedi extra moenia (NIC, GOM, PRAP, SFA), anche appartenenti al circuito minorile e di comunità (UEPE). La misura interessa 75 unità e nessuna indicazione è stata fornita sui criteri utilizzati per l’individuazione e sulle motivazioni sottese al provvedimento stesso; né si comprende dagli atti per quale motivo il medesimo provvedimento non sia stato assunto per tutti coloro che all’atto dell’avvio del corso fruivano di distacco presso altra sede. Nella stessa ottica tesa alla proroga delle condizioni previgenti, ancor meno si comprende il mancato rinnovo per il personale proveniente dal mondo Minorile e per il personale impiegato nei vari NN.TT.PP.
Proprio a riguardo di tale ultima citata categoria, è paradossale la contraddittorietà in atti prodotti dalla medesima Amministrazione, a riprova di un atteggiamento di un’assenza di collegamento e comunicazione fra i diversi organi coinvolti nel processo decisionale. Così, per il Provveditore della Campania va de plano che per rientro nella sede di provenienza debba intendersi anche il Nucleo, precisando che colà dovrà essere restituito il personale che vi prestava servizio; diametralmente opposta la linea seguita dal Provveditore del Lazio-Abruzzo-Molise che dispone l’impiego presso i penitenziari dei neo vice ispettori seppur provenienti dai Nuclei. Una evidente disparità di trattamento per condizioni omologhe.
Considerata l’incomprensibile disparità di trattamento che emerge dalla ricostruzione di cui sopra, si chiede di fornire immediati chiarimenti in merito.