Procedure di assegnazione in prima nomina dei Vice Ispettori del Corpo di Polizia Penitenziaria

Egregio Vice Capo Vicario, Illustrissimo Direttore Generale

Si torna ancora a parlare dell’infinito concorso per Vice Ispettori del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Un concorso scarsamente assistito dalla buona sorte e che come è noto si è trascinato per oltre un decennio prima di vedere l’avvio.
Né “l’anatema” pare esaurirsi con le procedure concorsuali, interessando la confusione finanche il corso, la stesura della graduatoria finale e le procedure di assegnazione.
Al fine di scongiurare il rischio di ridondanza, si eviterà il passaggio sulla incertezza che ha assistito la formulazione della graduatoria di fine corso, sulla base della quale si è creata la prelazione nella scelta delle sedi fra quelle disponibili, né si vuole richiamare il “non partecipato” interpello per il GOM successivamente annullato; oggi ci si trova a confrontarsi con l’ennesima novità, anch’essa taciuta alle Organizzazioni Sindacali, ormai inammissibilmente estromesse dall’Amministrazione nei processi che ineriscono precipuamente il personale del Corpo, in una azione che ne svilisce il ruolo partecipativo.
Come è noto, stante l’approssimarsi della fine del corso l’Amministrazione Penitenziaria convocò giustamente le organizzazioni sindacali per confrontarsi sul piano di mobilità nazionale del ruolo ispettori, individuando in tal modo sedi “di risulta” presso cui assegnare, a compensazione delle uscite e delle carenze, i futuri vice ispettori. Tuttavia, quando mancavano solo due giorni per le procedure di assegnazione, un colpo di coda si registra nell’azione dell’Amministrazione che modifica in corso d’opera gli elenchi delle sedi, distribuiti tempo addietro, sulla base delle quali si era legittimamente formato l’affidamento degli interessati. Senza alcuna formale informazione alle Organizzazioni Sindacali “spariscono” alcuni posti a vantaggio di altri Istituti, senza che sia dato comprendere il percorso logico che ha guidato la scelta dell’Amministrazione. Emblematica la determinazione di inserire per il contingente femminile sedi detentive esclusivamente maschili, a svantaggio di istituti con sezione femminile
Effettivamente si assiste ad una procedura che tratteggia le caratteristiche dell’inverosimile nella quale non si riesce più a cogliere, come già espresso in precedente corrispondenza di cui si sollecita il riscontro, il rispetto di quel sovrano principio di trasparenza che innegabilmente passa attraverso azioni motivate e partecipate.
Si resta pertanto in attesa di comprendere le motivazioni a sostegno dell’azione nel suo complesso attraverso le spiegazioni che codesti vertici vorranno fornire con solerzia.
In attesa di riscontro, si porgono distinti saluti

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