Proiezione della fiction televisiva “Liberi di scegliere” – 25 febbraio 2019

Esimi Presidenti Il Si.N.A.P.Pe, come descrive il suo acronimo, è il Sindacato nazionale autonomo della polizia penitenziaria ed in quanto tale ha a cuore tutte quelle dinamiche che afferiscono al mondo penitenziario, sia esso per adulti, sia esso per minori. Dalla lettura dei comunicati stampa che sono stati diffusi, si è appreso della pregevole ed importante iniziativa da Loro voluta ed organizzata che, partendo dalla proiezione della fiction televisiva “Liberi di scegliere”, ha riunito presso l’Aula Calipari del Consiglio Regionale della Calabria, prestigiosi Nomi del panorama “giustizia” calabrese oltre a 450 giovani studenti e 65 ospiti degli IPM di Reggio Calabria e Catanzaro. Al centro della discussione, l’alto e lodevole progetto di allontanare i minori dall’ambiente ndranghetistico, anche attraverso le preziose testimonianze di chi (ospiti degli IPM) oggi paga il prezzo degli errori commessi.
In un progetto così ambizioso, a modesto avviso di chi scrive, la Polizia penitenziaria dovrebbe trovare ampio coinvolgimento, così come ampio spazio di partecipazione avrebbe dovuto trovare nella manifestazione de qua ove, da quanto è dato sapere, è stata invitata la rappresentanza di tutte le forze di polizia eccezion fatta che per il nostro Corpo; l’unico che in prima linea vive e condivide con i minori rei i processi di reinserimento e rieducazione. L’intento della presente non è certo quello di accendere un riflettore sulle professionalità penitenziarie che operano nel mondo della giustizia minorile, quanto piuttosto sulle potenzialità di una collaborazione, di un coinvolgimento della Polizia penitenziaria nei progetti di legalità.
Nella certezza che si converrà con chi scrive sul prezioso contributo che, nel senso sopra indicato, la Polizia penitenziaria può fornire, si auspica per il futuro, stante la comunione di intenti, un diverso e più pregnante coinvolgimento come momento di reciproca crescita. Un percorso che si inserirebbe nello stesso solco del maggior respiro che i varandi atti di riforma dell’ordinamento penitenziario intendono attribuire al Corpo in termini di compiti e funzioni.