Question time alla Camera dei Deputati – Body cam alla polizia penitenziaria – RICHIESTA CONVOCAZIONE

Ill.ma Ministra,
Con nota 252 del 4 marzo scorso questa Segreteria Generale Le sottoponeva una serie di riflessioni; era il momento contingente dell’individuazione del nuovo Capo del Dipartimento.
Ella, con gentile nota di riscontro, affermava di condividere le preoccupazioni e le argomentazioni prospettate dal Si.N.A.P.Pe anche in relazione alla necessità di un incontro programmatico, rinviando lo stesso ad un momento successivo all’insediamento del nuovo Capo Dipartimento. Son decorsi vanamente due mesi dalla nomina del Presidente Renoldi, che pure abbiamo avuto il piacere di incontrare una sola volta; ma senza alcuna volontà di sminuire in autorevolezza il Capo del DAP, l’esigenza di un confronto con codesta Ministra è ancora avvertito come necessario.
Un incontro ancor più opportuno in relazione alle parole da Ella pronunciate in risposta al question time alla Camera dei Deputati relativo all’eventuale dotazione delle body cam alla polizia penitenziaria.
Quello delle body-cam può risultare un tema spinoso se non opportunamente affrontato e se il suo scopo ultimo è quello di elevare la sicurezza in carcere, non si esclude come esso possa essere letto come una forma di mero controllo dell’operato della polizia penitenziaria; come per altro in svariate occasioni è stato per il sistema di videosorveglianza fissa.
Sinceramente stupisce sentirLe dire di avvenute interlocuzioni sul punto con le organizzazioni sindacali, salvo la cosa sfugga a chi scrive.
Del pari stupisce apprendere attraverso la risposta al question-time di un progetto sperimentale che sta per prendere le mosse nel Lazio e in Campania; stesso dicasi per il disciplinare operativo.
Nulla di tutto questo è stato discusso nel dettaglio con i rappresentati dei lavoratori.
L’interlocuzione, l’informazione è evidentemente molto più indietro rispetto alla realizzazione del progetto.
Illustrissima Ministra,
non appartiene a questa O.S. la verve polemica fine a sé stessa; il coinvolgimento che qui si richiede è vitale non solo per la tenuta dei rapporti, ma anche affinché il sindacato possa rispondere alle istanze del personale che rappresenta.
E’ con queste premesse che si sollecita l’incontro da Ella annunciato nel marzo scorso, per progettare insieme modalità di lavoro che elevino la sicurezza intramoenia, ivi compreso l’utilizzo delle body-cam.