REGIONE CALABRIA – “Sorveglianza a vista” – Richiesta chiarimenti

Egregio Provveditore,
Questa Segreteria Sindacale, intende portare alla sua attenzione l’annosa questione della c.d. “sorveglianza a vista”.
Orbene la materia è stata disciplinata dalla circolare DAP, n. 3649/6099 del 22.07.2013 prot. GDAP-0260212-2013 che, tra le altre cose, dispone testualmente:” Il ricorso al controllo a vista deve intendersi quale misura eccezionale, limitata nel tempo e adottata solo se prescritta, in quanto giustificata nella sua necessità, da personale medico che assumerà, nel contempo, l’onere di seguire costantemente il detenuto sino alla redazione di un programma terapeutico specifico nel quale siano precisate le azioni di intervento assegnate alle diverse aree, compresa la sorveglianza, con l’obiettivo non solo di prevenire azioni autolesionistiche, ma anche di stimolare la crescita del senso di responsabilità del soggetto a rischio”.
Ciò posto già ictu oculi appare evidente che da tale processo sia esclusa, e si debba escludere, a fortiori ratione la Polizia Penitenziaria dovendosi valorizzare, ed impegnare le altre aree (educativa e sanitaria) ognuna per le proprie specifiche competenze.
Purtroppo nella quotidianità sovente si assiste ad un uso improprio delle unità di Polizia Penitenziaria le quali, quasi come se si trattasse di uno scarica barile, anche per lunghi periodi di tempo, vengono impiegati in tale compito con negativa ricaduta sull’organizzazione dei servizi e sulla fruizione dei diritti soggettivi del personale essendo distolte dai propri compiti istituzionali.
Per quanto segnalato si chiede un Suo autorevole intervento al fine di chiarire la titolarità del servizio de quo eventualmente, se ritenuto idoneo, intervenendo in primis sull’area sanitaria e ove necessario provvedendo a stipulare appositi protocolli operativi con la prefata area per la risoluzione delle problematiche lamentate e ridare, pertanto, dignità al Corpo di Polizia Penitenziaria.