REGIONE EMLIA ROMAGNA – Alloggi di servizio personale Polizia Penitenziaria


Egregio Provveditore,

sentiamo il dovere di segnalarle le condizioni di estrema insalubrità in cui versano ancora gli alloggi delle Caserme agenti degli Istituti di Pena regionali.

Va precisato che la concessione degli alloggi della Caserma agenti, oltre a venire incontro alle esigenze del dipendente, dovute, per lo più, a particolari situazioni familiari, da sempre consente di affrontare, nell’immediato, improvvise necessità di servizio, ad esempio eventi critici e defezioni non programmate di altro personale.

La presente, facendo seguito a tutte le altre note inviate nel tempo alle singole Direzioni, ha lo scopo di impedire che si abbassino i riflettori sui sacrifici umani ed economici affrontati in questi anni dal personale di Polizia Penitenziaria che usufruisce dei predetti alloggi.

Difatti, il personale accasermato ha, nel tempo ed ovunque, sostenuto notevoli spese dovute alla necessità di rendere quanto meno vivibili le camere concesse, sia con piccole opere di tinteggiatura, sia con l’adeguamento, di tasca propria, degli alloggi agli standard d’arredo previsti dalla tabella “A” dell’A.Q.N. 2002-2005. Ciò però non è stato sufficiente a sopperire all’assoluta mancanza di manutenzione ordinaria o straordinaria di cui avrebbero avuto bisogno le Caserme agenti presenti in regione. 

Le segnalazioni pervenuteci nel tempo sono molteplici e riguardano, per lo più, l’assenza prolungata di acqua calda, il mancato funzionamento dei termosifoni, le infiltrazioni di acqua piovana da muri e soffitti, la presenza di umidità e muffe nelle pareti, la penuria di camere da destinare al personale femminile, resa ancora più grave dall’assenza di docce nei bagni interni e dalla necessità di regolamentare l’accesso alle docce comuni (sic!), tubature vecchie e rattoppate frequentemente, problemi nella ricezione dei canali tv, mai risolti a causa della carenza di fondi anche per acquistare pezzi di ricambio dal costo irrisorio, mobilio vecchio e fatiscente, materassi e reti dei letti in condizioni pietose, ecc.

Anche laddove le Caserme sono state ristrutturate, i lavori non hanno risolto problemi atavici, quali l’assenza delle docce e dei bidet nei singoli alloggi, che rendono, in alcuni casi, le stanze in uso al personale molto meno vivibili e salubri delle camere di pernottamento delle sezioni detentive.

Crediamo che, mai come oggi, la necessità di effettuare una ricognizione delle condizioni manutentive degli alloggi del personale degli istituti di Pena del Distretto a cui far seguire, eventualmente, lavori di manutenzione (ordinaria o straordinaria che sia), al fine di adeguare i predetti alloggi ai requisiti richiesti e previsti dalle norme di igiene e sicurezza, sia da valutare con maggiore attenzione e priorità rispetto ad altre esigenze.

Tutto ciò, al fine di consentire a tutto il personale di poter contare su una sistemazione alloggiativa decorosa ed evitare che situazioni di maggiore degrado possano addirittura mettere a rischio la salute dei predetti lavoratori, considerato, ad esempio, che in alcuni istituti è stata rilevata la presenza del batterio della legionella nelle tubature che servivano camere detentive ed uffici del personale di Polizia Penitenziaria.