REGIONE SICILIA – Dichiarazione dello stato di agitazione e manifestazione di protesta davanti agli Istituti delle Regione con astensione dalla Mensa Ordinaria di Servizio

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Questa O.S, chiede il rispetto dello Stato per gli uomini e le donne in divisa della Polizia Penitenziaria, mentre in queste settimane ci saremmo aspettati provvedimenti esemplari per chi ha organizzato le rivolte nelle carceri italiane, apprendiamo con stupore delle accuse rivolte a 44 agenti della Polizia penitenziaria.
Noi riteniamo che sia giunto il momento di indignarsi con forza per quanto sta accadendo quotidianamente, e ne siamo convinti che quanto accaduto non sarà un caso unico ed isolato , ma si ripeteranno successivamente, visto quanto accaduto negli altri Istituti della nazione, anche in virtù delle innumerevoli rivolte messe in atto dei detenuti nei mesi scorsi, che anno portato a 13 morti e circa 35 milioni di euro di danni allo stato, di cui ha costretto il Corpo di Polizia Penitenziaria ad intervenire al fine di ristabilire la sicurezza degli istituti e dei cittadini.
Il Si.N.A.P.Pe condanna “l’attentato” ai danni del personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, perpetrato nella mattinata del 11 giugno 2020, con la spettacolarizzazione della notifica dei provvedimenti giudiziari nei confronti del personale delle Polizia Penitenziaria, all’esterno del piazzale dell’Istituto.
Quello che è accaduto all’esterno del Carcere di Santa Maria Capua Vetere, fermare e identificare tutto il personale di POLIZIA che termina o che deve iniziare il turno di lavoro, davanti i familiari dei detenuti, possibilmente tra quelli che hanno mosso le denunce, è stata una caduta di stile, di correttezza deontologica ma, soprattutto di professionalità da parte di chi lo ha disposto.
Non è dato sapere quali siano stati gli ordini impartiti per l’esecuzione dei
provvedimenti nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria ma, è certo che da subito il Procuratore Generale della Repubblica di Napoli ha messo in campo iniziative di verifica dei fatti che pare, hanno violato la privacy del personale di Polizia Penitenziaria.
Gli errori di quella mattina, in contrapposizione a quanti allo stremo delle
loro forze, hanno riportato l’ordine e la sicurezza nell’Istituto penitenziario, quelle rivolte ben organizzate – Salerno, Milano ,Modena,
Palermo, Siracusa etc..etc… dai famosi detenuti che successivamente sono
stati fatti uscire con la famosa circolare del DAP, indicata come “scarcerazione covid19”, oggi c’è stato il ben servito al personale di Polizia
Penitenziaria che ha operato in un contesto di violenza inaudita.
La violenza psicologica e la violazione della privacy di quegli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria non è stato altro che calpestare la dignità e il prestigio del Corpo di Polizia Penitenziaria, all’interno di una Amministrazione che da mesi è alla gogna per provvedimenti ed inefficienze del quadro dirigenziale.
Non volendo entrare nel merito delle accuse e delle indagini dall’A.G., noi ci chiediamo in quanto accaduto e la discutibilità del metodo adottato, quale fiducia potrà avere il personale di Polizia Penitenziaria nell’accertamento della verità?
Un’altra azione, che fa riflettere e che in un territorio in cui la criminalità
organizzata ha un peso assai rilevante, non possono essere sottovalutati simili episodi che si sommano alle diverse azioni contro la Polizia Penitenziaria.
Il caso odierno deve fare molto riflettere l’Amministrazione Penitenziaria, perché perpetrato all’interno di un’area dell’Amministrazione Penitenziaria.
Ancora un’ altro episodio di violenza psicologica, un’altra pessima azione condotta contro lo Stato e la Polizia Penitenziaria, dallo Stato.
Con l’azione portata a termine, non da balordi, come un comune attentato ma, dallo Stato, mina il prestigio del Corpo e la Serenità del Personale di Polizia Penitenziaria, e indigna questa O.S., dinanzi alla profonda umiliazione che hanno dovuto subire i nostri colleghi per una ingiustificabile procedura che, che non si è mai verificata in precedenza.
Spiace costatare che l’assenza di tutela da parte dello Stato nei confronti degli uomini e donne della Polizia Penitenziaria , che si prodecano giornalmente con spirito di sacrificio ed attaccamento al dovere, nel far rispettare le leggi da quei soggetti che si sono resi responsabili anche di crimini aberranti contro lo stato.
Appare chiaro che stiamo vivendo un momento surreale su quello che sta
accadendo , infatti, lo STATO come risposta nei scorsi giorni, ha fatto uscire dalle carceri circa 500 criminali di cui 300 mafiosi che si sono macchiati di orrenti delitti e crimini, e di contro chi a fatto rispettare la legge e riportato la sicurezza nel paese, sono diventati i carnefici, e chi ha
commesso dei reati gravissimi sono diventati le vittime. L’azione squalificante, potrebbe essere un metodo, inaccettabile, per attaccare la
Polizia Penitenziaria, in un territorio dove per quanto è dato sapere ha una determinante influenza la criminalità organizzata, oltre che scenario di gravi violenze ai danni del personale ed anche dei beni dell’Amministrazione.
Ancora le vili aggressioni perpetrati ai danni degli uomini e donne del personale di Polizia Penitenziaria nella NAZIONE ed in particolare in Sicilia ^vedasi le aggressioni quotidiane nei confronti del personale di Polizia
penitenziaria,negli istituti di Agrigento,Barcellona Pozzo di Gotto, Siracusa,
Sancataldo, ^ Pagliarelli^ Palermo, ed infine l’aggressione redatta in data
10 giugno 2020, da parte di un detenuto nei confronti dei cinque poliziotti
penitenziari che prestano servizio presso l’Istituto Calogero Di Bona ^ Palermo , nonché il danneggiamento delle autovetture all’interno del perimetro della Casa Circondariale di Trapani è ancora una volta un segno
portato a termine per tentare di intimorire e sopraffare l’azione dello stato nei confronti delle organizzazioni criminali e mafiose.
Abbiamo riflettuto molto sui vari episodi che si sono susseguiti, e non riusciamo a farcene una ragione ma solamente una convinzione, la sicurezza e l’azione dello stato .
Va tutta la nostra solidarietà direttamente ai colleghi della Polizia Penitenziaria che hanno subito il danno e a tutto il personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere e di coloro i quali sono stati impegnati in prima persona a gestire le
rivolte in diversi Istituti penitenziari della Repubblica, che seppur oggetto
di simili azioni riesce a garantire con capacità la presenza dello stato e le leggi.
Nel quadro sopra delineato ed in segno di solidarietà al personale di Polizia penitenziaria di Santa Maria Capua Vetere , questa O.S., proclama lo stato di agitazione Regionale e l’astensione dalla Mensa Ordinaria di servizio in tutta la Regione Sicilia a decorrere dalla data odierna, a tempo indeterminato. Altresì, si chiede una urgentissima convocazione delle OO.SS., da parte del presidente del Consiglio Conte, al fine di discutere una nuova organizzazione del lavoro, proponendo un Dipartimento della  Polizia Penitenziaria con a Capo un Dirigente del Corpo.
Questa organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa a livello
Regionale, in ragione di quanto finora evidenziato nella narrativa di cui alla presente missiva, dichiara lo stato di agitazione permanente, cui seguirà una manifestazione di protesta ad oltranza in tutti gli Istituti Penitenziari della Sicilia, nel caso in cui entro 10 giorni non troveranno soddisfazione tutte le richieste effettuate dal Si.N.A.P.Pe, si passerà all’autoconsegna di tutto il personale, bloccando tutte le attività degli Istituti della Regione, e successivi sette giorni si effettuerà lo sciopero della fame e della sete.
Alla Segreteria Generale, si chiede un altrettanto , intervento al fine di riportare, nell’alveo della correttezza, la presente vertenza della regione Sicilia.