Riconoscimento diretto delle cause di servizio – Difformità nell’applicazione delle disposizioni ex art. 3 DPR 461/2001

Ill.mo Direttore Generale;

Giungono da più parti doglianze in merito a difformità di azione da parte dei singoli dirigenti degli Istituti Penitenziari a fronte di eventi traumatici occorsi in servizio che coinvolgono il personale di polizia penitenziaria. Come è noto, la previsione normativa citata in oggetto stabilisce l’avvio d’ufficio dell’iter per il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell’infermità ogni qual volta “il dipendente abbia riportato delle lesioni per certa o presunta ragione di servizio o abbia contratto infermità nell’esporsi per obbligo di servizio a cause morbigene e dette infermità siano tali da poter divenire causa d’invalidità o di altra menomazione della integrità fisica, psichica o sensoriale”. La previsione normativa (che tende ad addivenire nell’immediatezza dell’evento ad un accertamento delle lesioni subite, riducendo al minimo i tempi che sarebbero invece necessari in caso di attivazione a richiesta di parte) è introdotta dalla forma verbale declinata all’indicativo “inizia” (riferita all’Amministrazione), che è in tal modo tenuta ad avviare le procedure d’Ufficio, non ravvisandosi nella norma alcun residuale potere discrezionale. Tuttavia, se la norma appare senza dubbio chiara nella doverosità dell’azione d’ufficio e negli elementi richiesti, così non accade in sede di applicazione ove si registrano una serie di disequilibri e differenti interpretazioni che spesso poggiano sulla prognosi data dal presidio sanitario per prima adito. Considerata la necessità di fare chiarezza su tale materia e di uniformare le procedure applicative – contenendo al minimo le facoltà interpretative del singolo dirigente – si invita codesto Ufficio a diramare istruzioni operative sul tema alle dipendenti articolazioni regionali e locali.