Ripetute violazioni AQN e mancata applicazione di un’equa ripartizione dei turni di servizio della C.R. Asti.

Questa Segreteria Provinciale Si.N.A.P.Pe. ancora una volta si vede costretta ad informare i Superiori Uffici del Provveditorato Regionale, affinché si pongano i doverosi correttivi, alfine di indicare al Direttore, ed al Comandante del Reparto le linee guida per una corretta gestione del personale e le modalità di impiego delle stesse nelle unità operative di riferimento.
Linee guida di indirizzo e modalità che secondo questa O.S. Si.N.A.P.Pe. dovrebbero essere scontate, ma che di fatto nella Casa di Reclusione di Asti continuano ad essere liberamente violate, senza ascoltare alcuno se non la loro idea iniziale. Si ribadisce alla Direzione che tutto ciò, è causa di malessere e malcontento tra coloro che si vedono costretti a dover effettuare un numero maggiore di turnazioni pomeridiane e serali, rispetto ad altri che unti dall’olio della benevolenza, ne effettuano un numero inferiore o nessuno, ma visto che la benevolenza o la simpatia non è una norma, questa libera scelta di non far espletare l’equa ripartizione dei turni di servizio deve cessare immediatamente.
Nello specifico si segnala che tre fortunati sottufficiali, baciati dalla Dea Fortuna o dalla benevolenza di chi ha il controllo dell’ ufficio servizi, ne fanno un massimo di due o tre turnazioni mensili, mentre gli altri sottufficiali regolarmente hanno un carico maggiore di turnazioni pomeridiane e serali di ben 5 o 6 fisse ogni mese .
TUTTO CIO’ E’ INTOLLERABILE ED INACCETTABILE E’ BISOGNA ASSOLUTAMENTE PORVI TERMINE.
All’uopo questa O.S. Si.N.A.P.Pe. ribadisce che l’accordo quadro vigente D.P.R.18 GIUGNO 2002, N. 164 è vincolante su tale aspetto e ribadisce quanto segue:
all’Art. 8 comma A efficienza, efficacia, tempestività e trasparenza dell’azione amministrativa per un’organizzazione più funzionale dei servizi;
Art 9 Pari opportunità nel lavoro e nello sviluppo professionale. Impiego nei servizi. Turni festivi, che al comma 1 recita In tutti i servizi, ad eccezione di quelli all’interno delle sezioni per i quali sarà assegnato il personale dello stesso sesso dei detenuti o internati ivi ristretti, il personale maschile e quello femminile di Polizia penitenziaria debbono essere impiegati secondo il principio dell’eguaglianza di posizione, attitudine e dignità professionali. L’applicazione del principio sopra enunciato deve essere salvaguardata con riferimento ai diversi ruoli e qualifiche e nel conferimento di incarichi e funzioni previsti dalle disposizioni di legge e regolamenti ivi compreso l’incarico di comandante di reparto.
E’ chiaro che il legislatore a posto come principio cardine l’equa rotazione tra tutto il personale che dall’analisi del prospetto inviato appare lacunosa.
Infatti all’art 21 comma 1 Impiego nei servizi DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 febbraio 1999, n. 82 questo statuisce:
Fermo restando quanto disposto dal comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443, il personale del Corpo di polizia penitenziaria deve essere impiegato in servizio in relazione alle funzioni proprie del ruolo e della qualifica, ivi compresi compiti complementari e strumentali alle medesime, di regola secondo criteri di rotazione, salva l’applicazione del criterio della specializzazione professionale, ove previsto.
L’equa rotazione in quel turno allo stato non trova nessuna applicazione e tutto ciò stride con il principio di efficienza e buon andamento e funzionalità della P.A.
Per tale motivazione questa sigla scrivente auspica che il Sig. Provveditore intervenga nel porre fine a tale disparità di trattamento tra i vari sottufficiali ivi in servizio presso la CR Asti; altrimenti O.S. Si.N.A.P.Pe. sarà costretta ad intervenire entro i termini fissati dal regolamento, con apposita richiesta di attivazione Commissione Arbitrale Regionale.
O.S. Si.N.A.P.Pe. certa di aver offerto una valida argomentazione sulla problematica rappresentata, spera che la S.V. inviti la Direzione ad un cambio di rotta ed al ripristino ed al rispetto totale della norme previste dal vigente A.Q.N. ed auspica che tali situazioni, non abbiano a ripetersi.                                                                                                            La Segreteria Provinciale Si.N.A.P.Pe. come sempre, si pone a salvaguardia e tutela dei diritti di tutti i poliziotti penitenziaria iscritti e non, garantendo loro pari dignità a prescindere dalla mansione o dall’incarico svolto presso la Casa Reclusione di Asti.