Saluto al ministro Cartabia

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Illustre Ministro,
Il Si.N.A.P.Pe, quale rappresentanza sindacale autonoma del personale di Polizia Penitenziaria, ampiamente rappresentativa sul piano nazionale, si pregia di presentare a codesto illustre Ministro i sensi della più ampia benevolenza in relazione alla prestigiosa nomina assegnataLe.
Un sentimento di benevolenza che si radica in una stima professionale per gli incarichi che Ella ha sapientemente ricoperto e per le doti umane che Le vengono riconosciute.

Lei che è stata la pioniera tra tutte le donne a ricoprire l’illustre incarico di Presidente della Corte Costituzionale, tra i giudici più giovani della storia repubblicana. Come certamente Le sarà noto, molteplici sono le criticità che affliggono il Corpo di Polizia del Suo Ministero; un personale che si trova ad operare, silenziosamente e alacremente, in un sistema che ha dimenticato il valore della Polizia Penitenziaria e la sua imprescindibilità.

La prima e più massiccia esigenza è costituita dal porre un freno al fenomeno delle aggressioni che si consumano fra le mura dei penitenziari in danno ai poliziotti di sezione; circostanza alla quale si è aggiunta la situazione emergenziale di questo ultimo anno e che ha contribuito ad esacerbare gli animi sia della popolazione detenuta che degli operatori penitenziari, giunti quasi allo stremo delle forze e dell’umana sopportazione.

Chi L’ha preceduta si è occupato della riforma dell’ordinamento penitenziario: un lavoro che, a parere di chi scrive, necessita ancora di molti correttivi. L’eredità che Le è giunta prevede un ragionamento compiuto sul concetto di sorveglianza dinamica che, a distanza di alcuni anni dalla sua nascita, non ha ancora trovato la propria esatta definizione e la propria giusta declinazione operativa.

In questo limbo di pericolosa incertezza si muove oggi la Polizia Penitenziaria, chiamata ad operare in un sistema che vuole il superamento del controllo ad personam sul detenuto, ma che non ha innovato né il codice penale in tema di colpa del custode, né il regolamento di servizio in tema di “tabelle di consegna”.

Riguardo in specifico al Regolamento di servizio, vorremmo rappresentare la volontà di sottoporre come tema imprescindibile la revisione, in chiave innovativa ed attualizzata, del nostro Regolamento di Servizio del Corpo di Polizia Penitenziaria: è impensabile che si proceda alle riforme dell’Ordinamento del Corpo, all’istituzione del Ruolo Direttivo, al Riordino delle carriere del Corpo senza rivisitare in chiave contemporanea quello che è “l’impianto primario istituzionale” sul quale il nostro Corpo si fonda!

In questo senso sarebbe gradito un confronto progettuale teso a definire congiuntamente priorità ed obiettivi condivisi rispetto agli argomenti sintetizzati. Certi della rilevanza che vorrà accordare alla presente richiesta, nel frattempo, Le giunga il nostro cordiale saluto e l’augurio di buon lavoro.