Ulteriori problematiche II.PP. Reggio Emilia

sinappe sindacato polizia penitenziaria

Facendo seguito alla nostra nota , p rot. n° 45 /2020/SR ER del 22 /0 6 / non ancora riscontrata da codesto Provveditore, siamo a segnalarLe ulteriori problematiche riguardanti l Istituto , in ambito regionale, ove si registra, a nostro avviso, la minore attenzione per il benessere del personale , sia in ordine alla programmazione dei servizi , troppo spesso a 8 ore , che al rispetto delle norme pattizie relative alla mobilità interna ed all’equità di trattamento di tutti gli addetti ed, infine, alla salubrità dei luoghi di lavoro ; un Istituto che se fosse mai chiesto al personale di giudicarne l’andamento non potrebbe che ricevere un giudizio prossimo al mediocre.

In particolare, abbiamo appreso che:

  1. Negli ultimi giorni il servi zio presso la “ rotonda”, di cui avevamo già denunciato , nella precorsa corrispondenza, gli insostenibili ritmi lavorativi verrebbe addirittura accorpato a quello inerente la vigilanza ed osservazione del reparto femminile Zeta , costringendo il personale addetto a viaggiare come trottole , do vendo garantire , quanto la videosorveglianza del suddetto reparto femminile.
    Va da se che se si è ad aprire i cancelli, non si riesce a video sorvegliare un bel nulla perché i monitor sono nel box rotonda e la Direzione reggiana si ostina, con un atteggiamento antistorico ed incomprensibile, a non voler automatizzar e i cinque cancelli gestiti manualmente dal personale in divisa.
    Tutto quanto innanzi evidenziato continua ad avvenire senza aver mai concordato con le OO.SS. l’organizzazione del lavoro di tale postazione, né gli orari di servizio, né tanto meno il carico lavorativo;
  2. Come ogni anno, in estate, grazie alla diversa dotazione di impianti di condizionamento dei posti di servizio, ci sono unità di Polizia Penitenziaria che non patiscono il caldo e, dunque, possono dare il massimo sia a livello di attenzione che a livello fisico (perché dopo un turno di 8 ore, madidi di sudore, sfidiamo chiunque ad avere la stessa lucidità di chi opera in posti di servizio climatizzati).

    Difatti, dopo le note di questa Segreteria Regionale, a seguito delle visite nei vari Istituti di Pena regionali, effettuate lo scorso anno, il carcere reggiano resta forse l’unico in cui la quasi totalità dei box agenti posti nelle sezioni detentive maschili è ancora sprovvista di climatizzatori.

    Anche il posto di servizio rotonda di cui al punto  precedente è privo non solo del climatizzatore ma
    addirittura di un bagno destinato al personale. Delle due sezioni femminili, una risulta essere dotata di climatizzatore, l’altra no, ossia quella recentemente adibita alla custodia delle detenute comuni, denominata Orione (prima della cui apertura si sarebbe potuto e
    dovuto pensare pure al benessere del personale, anche riguardo alla necessità di prevedere un bagno per il personale in servizio, che è costretto, ogni volta, a chiedere al preposto di poter abbandonare momentaneamente il posto di servizio per fruire dei
    servizi igienici del personale sanitario posti all’esterno di tale sezione);

  3. Malgrado l’emergenza da Covid-19 non sia ancora stata dichiarata cessata, pervengono segnalazioni dal personale di Polizia Penitenziaria circa l’invito, ricevuto di recente da parte di superiori, a non indossare più la mimetica nel servizio di portineria, malgrado le chiare indicazioni ricevute da codesto superiore Ufficio.

Nel sollecitare, pertanto, un urgente cenno di riscontro alla nota richiamata in premessa, siamo a chiederLe di voler verificare anche quanto innanzi evidenziato e richiamare la Direzione dell’Istituto reggiano ad una maggiore attenzione per il benessere del personale e al rispetto delle vigenti norme contrattuali.